Nel silenzio generale, continua l’invasione a Lampedusa. In pochi giorni sono sbarcati circa 2.430 immigrati irregolari. Strano Paese il nostro, come è strano il DPCM del 3 novembre u.s. a mezzo del qual alcune Regioni sono state dichiarate zona rossa. Di conseguenza, i cittadini non possono spostarsi nemmeno all’interno del proprio Comune, in qualsiasi orario, salvo che per motivi di lavoro, necessità e salute.

Vietati gli spostamenti da una Regione all’altra e da un Comune all’altro. Così ha dichiarato il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto: “Il DPCM non prevede la chiusura dei porti e a Lampedusa continuano a sbarcare indisturbati i migranti irregolari.

Per questi individui il DPCM non prevede alcuna restrizione, tutt’altro. Vengono accolti con tutti gli onori e magari nelle loro file si nascondono anche dei terroristi. A giudizio del LI.SI.PO. – ha continuato de Lieto – il DPCM è discriminante, perché priva la libertà di movimento degli Italiani anche nel proprio Comune, mentre concede di sbarcare a stranieri irregolari, tra l’altro, anche senza mascherina, con conseguente trasferimento ai vari centri di accoglienza.

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A tal proposito – ha rimarcato de Lieto – il LI.SI.PO. rammenta a se stesso che il Ministro dell’Intero più volte è stato sollecitato alla chiusura dei nostri Porti, in modo tale da tutelare ancor più gli interessi dell’Italia e degli Italiani. Purtroppo ad oggi nulla è cambiato, i nostri porti sono restati aperti e gli sbarchi sono aumentati a dismisura.

Non si possono pretendere dagli Italiani sacrifici immani fino ad arrivare a limitarne la libertà, per contenere se non debellare i contagi da COVID-19, quando poi si concede di far sbarcare masse di stranieri irregolari sottovalutando, a giudizio del LI.SI.PO. eventuali rischi.

Il LI.SI.PO. si chiede: a questi signori migranti quando sbarcano viene misurata la temperatura, come viene fatto per tutti noi quando usciamo di casa e ci rechiamo in qualsiasi negozio e/o ufficio pubblico? Vengono sanzionati quando viene constatato che non indossano alcuna mascherina ecc. ecc. A parere del LI.SI.PO. – ha concluso de Lieto – con i porti aperti e far finta che tutto va bene si favorisce di più la diffusione del VIRUS, quindi maggiore rischio per i cittadini; aumentano i ricoveri negli Ospedali e di conseguenza anche i decessi. Viene da sé che tale responsabilità, a giudizio del LI.SI.PO., è da attribuire a chi testardamente si ostina a tenere I porti aperti.

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