“Rimpatriato!”. Il famoso cantante espulso dall’Italia: l’annuncio di Piantedosi

Un video musicale finito al centro delle polemiche e una strada statale trasformata per alcuni minuti in un set improvvisato. È questa la vicenda che ha portato al rimpatrio di Bratan, artista identificato dagli investigatori come Nicolae Novacenco, 31enne di nazionalità moldava.
Al centro della storia c’è il blocco della Milano-Meda, avvenuto nella serata del 18 settembre. La circolazione sarebbe stata paralizzata per consentire le riprese di un video musicale non autorizzato. Le immagini dell’episodio hanno rapidamente iniziato a circolare sui social, provocando numerose reazioni e attirando l’attenzione delle forze dell’ordine.

Il blocco della Milano-Meda per le riprese
Secondo quanto ricostruito dalle autorità, un gruppo di motociclisti avrebbe occupato la carreggiata della SS35, impedendo di fatto il normale transito dei veicoli.
La situazione ha provocato disagi agli automobilisti e ha generato una serie di filmati pubblicati online. Proprio l’analisi delle immagini e dei diversi profili social avrebbe consentito agli investigatori di risalire ai responsabili e di individuare il motociclista ritenuto alla guida del gruppo.
La vicenda è stata successivamente resa pubblica anche attraverso i social del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha comunicato il provvedimento adottato nei confronti dell’artista.
Piantedosi: “Messo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti”
Il ministro ha spiegato che il trapper è stato identificato anche grazie all’analisi dei contenuti presenti sui social network.
Secondo Piantedosi, l’artista avrebbe bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, creando una situazione di pericolo per gli automobilisti in transito.
“Rimpatriato il trapper Bratan: aveva bloccato la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato, mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito”, ha dichiarato il ministro.
Piantedosi ha inoltre riferito che, alla luce della valutazione effettuata dalle autorità, sarebbe stato revocato il permesso di soggiorno dell’artista, che è stato successivamente accompagnato all’imbarco e rimpatriato con un volo diretto verso il suo Paese d’origine.
Identificato Nicolae Novacenco
Le indagini hanno portato all’identificazione di Nicolae Novacenco, 31 anni, cittadino moldavo, indicato come il protagonista dell’episodio.
La ricostruzione della vicenda è partita anche dai numerosi contenuti circolati in rete dopo il blocco della strada. I video pubblicati sui social hanno documentato il caos provocato dalla presenza del gruppo sulla carreggiata, contribuendo a fornire elementi utili agli investigatori.
L’episodio aveva inoltre attirato l’attenzione di esponenti politici, che avevano rilanciato online alcune delle immagini relative al blocco della strada.
La difesa: “Una semplice bravata”
Sul caso è intervenuto anche l’avvocato Matteo Politano, che assiste il giovane e ha fornito una lettura ridimensionata dell’accaduto.
Secondo il legale, infatti, quanto avvenuto sulla Milano-Meda sarebbe da considerare una semplice “bravata”, ridimensionando quindi la portata dell’episodio rispetto alla ricostruzione fornita dalle autorità.
La vicenda resta così al centro del confronto tra la ricostruzione investigativa e la posizione della difesa. Da una parte le autorità sottolineano i rischi per la sicurezza stradale e le conseguenze del blocco della circolazione; dall’altra il legale dell’artista invita a considerare l’accaduto come un episodio di diversa gravità.
Il caso di Bratan riaccende inoltre l’attenzione sul fenomeno delle riprese non autorizzate realizzate per contenuti destinati ai social, soprattutto quando la ricerca di visibilità porta a interferire con la sicurezza e la normale circolazione stradale.