Italia, torna l’ora solare: quest’anno sarà in una data particolare

Il ritorno dell’ora solare si avvicina e anche nel 2026 milioni di italiani dovranno modificare le lancette degli orologi.
Un appuntamento che si ripete ogni anno, ma che continua a suscitare curiosità e discussioni.
Il cambio coinvolgerà dispositivi, abitudini e soprattutto il ritmo delle nostre giornate.
C’è però un dettaglio del calendario che rende particolare l’appuntamento di quest’anno.
Quando bisognerà cambiare l’ora e cosa succederà esattamente? Quest’anno cadrà in una data particolare
Il passaggio dall’ora legale a quella solare rappresenta uno degli appuntamenti fissi del calendario italiano. Con l’arrivo della stagione più fredda, le giornate iniziano progressivamente ad accorciarsi e il ritorno all’orario naturale modifica la distribuzione delle ore di luce.
Il cambiamento avviene durante la notte e, proprio per questo, nella maggior parte dei casi passa quasi inosservato. Smartphone, computer, tablet e smartwatch sono infatti generalmente configurati per aggiornare automaticamente l’orario.
L’ora solare coincide con l’orario naturale legato al fuso di riferimento, mentre quella legale consiste nell’anticipare convenzionalmente le lancette di un’ora durante primavera ed estate. L’obiettivo storico è stato quello di sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali e contenere il ricorso all’illuminazione artificiale.
Nel 2026, però, la data da segnare sul calendario è particolarmente importante per chi vuole evitare confusione. L’ora legale resterà in vigore fino a domenica 25 ottobre. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3, le lancette dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2. Si dormirà quindi un’ora in più e si entrerà ufficialmente nel periodo dell’ora solare.
Il tema del cambio d’ora resta comunque al centro del dibattito europeo. Nel 2018 la Commissione Europea aveva proposto di interrompere i cambi semestrali e nel 2019 il Parlamento Europeo aveva votato per l’abolizione. La decisione definitiva, tuttavia, non è ancora arrivata. Per questo, anche nel 2026, l’Italia continuerà a spostare le lancette due volte l’anno.


