Meloni: “Clima si sta imbarbarendo, non conto più le minacce di morte”. Attacco agli striscioni pro Hamas

Nel corso di un’intervista rilasciata a Bruno Vespa, la premier Giorgia Meloni ha affrontato i temi più caldi dell’attualità, tra cui la crescente tensione politica e sociale, la crisi in Medio Oriente e le prossime mosse del governo italiano. Con parole dure e ferme, Meloni ha denunciato un clima sempre più ostile e imbarbarito, dichiarando di non contare più le minacce di morte che riceve quotidianamente.
Clima sociale e manifestazioni pro Gaza
Meloni si è detta scioccata dagli striscioni pro Hamas e dalla presenza di slogan inneggianti al terrorismo del 7 ottobre, data dell’attacco di Hamas contro Israele. “Quando si consente a chi celebra Hamas di stare in testa ai cortei, si rischia di sottovalutare la gravità della situazione. Serve più attenzione, pur nel rispetto di chi manifesta pacificamente”, ha affermato la premier, sottolineando la necessità di un’attenzione maggiore nel rispetto delle libertà di manifestazione.
Denuncia alla Corte Penale Internazionale
Nel corso dell’intervista, Meloni ha rivelato di essere stata denunciata alla Corte Penale Internazionale, insieme ai ministri Crosetto e Tajani e all’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, per “concorso in genocidio”. “Credo non esista un altro caso al mondo di denuncia simile. È un unicum nella storia”, ha commentato.
Gaza e il piano di pace di Trump
La premier ha espresso un certo ottimismo riguardo al piano di pace promosso dall’ex presidente Donald Trump, definendolo “uno spiraglio per una possibile tregua in Medio Oriente”. Meloni ha evidenziato come il progetto abbia ottenuto il consenso di diversi attori internazionali, tra cui Paesi europei, arabi, l’Autorità Palestinese e anche Hamas, pur con alcune distinzioni. “È un percorso fragile, ma l’Italia c’è”, ha affermato.
Aiuti umanitari e blocco navale
Riguardo alla questione delle navi della Flotilla dirette a Gaza, Meloni ha sottolineato che l’Italia ha consegnato in pochi giorni oltre 2.300 tonnellate di aiuti, molto più di quanto trasportato dalla flottiglia. “Le nostre navi portano aiuti concreti, evitando rischi e problemi diplomatici”, ha detto, ricordando che il blocco navale a Gaza è in vigore dal 2009.
Critiche sindacali e sciopero generale
Rispondendo alle critiche della Cgil, Meloni ha definito lo sciopero generale indetto dal sindacato “pretestuoso e politico”. “Nei tre anni del nostro governo, hanno proclamato quattro scioperi generali, mentre occupazione e salari sono in aumento e la precarietà diminuisce. Lo sciopero su una materia di politica estera è un fatto senza precedenti”, ha affermato.
Elezioni regionali e legge elettorale
Sulle recenti vittorie in Calabria e Marche, Meloni ha commentato: “Gli italiani riconoscono i risultati e capiscono quando vengono trattati da scemi, come con promesse irrealizzabili”. Per quanto riguarda la legge elettorale, ha ribadito la volontà di legarla al progetto di riforma del premierato, prevedendo l’indicazione diretta del candidato premier sulla scheda, in coerenza con la riforma costituzionale in corso.
Prossima manovra economica
Infine, Meloni ha annunciato che la prossima manovra economica sarà orientata a sostenere la classe media. “Finora abbiamo concentrato gli interventi sui redditi più bassi, ma ora vogliamo estendere il taglio delle tasse fino a 50mila euro di reddito, compatibilmente con le risorse disponibili”, ha concluso.
Il quadro politico e sociale delineato dalla premier evidenzia un’Italia in fermento, tra sfide internazionali e tensioni interne, con una leadership che si presenta decisa a mantenere il controllo e a rispondere alle criticità con fermezza.