Report, bomba clamorosa sulla nuova conduttrice: cosa si scopre

Il programma d’inchiesta di Rai 3 si avvia verso un importante cambio di guardia in un clima di transizione e forte tensione. Sarà Claudia Di Pasquale, storica inviata del format, la nuova conduttrice di Report, andando ad affiancare Daniele Piervincenzi dopo la rinuncia di Giulia Presutti.
La designazione è giunta al termine di un articolato confronto editoriale. Commentando la nomina, l’ideatore e responsabile del programma Sigfrido Ranucci ha precisato come Di Pasquale rappresentasse già «una delle mie scelte in un normale dialogo con l’azienda», evidenziando come l’iter abbia comunque portato alla definizione della nuova squadra di lavoro.

Il ritorno del dibattito sulle inchieste Cisl
L’ufficializzazione della nuova conduttrice ha riacceso i riflettori su alcuni storici servizi realizzati proprio da Di Pasquale, in particolare le inchieste sui vertici della Cisl Cisl, gli insindacabili (dicembre 2020) e L’aspettativa (maggio 2021). All’epoca, i reportage suscitarono forti contestazioni da parte del sindacato, sfociate anche in polemiche sollevate da alcune testate giornalistiche – tra cui Libero Quotidiano – su presunti conflitti d’interesse e intrecci di relazioni personali e professionali che avrebbero coinvolto la redazione.
Sul fronte legale, tuttavia, la posizione della trasmissione ha trovato riscontro nelle sedi competenti: nel 2026 il Tribunale civile di Roma ha rigettato la causa risarcitoria intentata dal sindacato, confermando la correttezza del lavoro giornalistico svolto dalla redazione e dai suoi inviati.
Gli sviluppi giudiziari sull’attentato a Pomezia
La riorganizzazione editoriale si intreccia con un quadro personale e di sicurezza ancora complesso per Sigfrido Ranucci, legato alle indagini sul grave attentato dinamitardo subito il 16 ottobre 2025 davanti alla sua abitazione di Pomezia.
Gli ultimi sviluppi giudiziari vedono la magistratura romana impegnata nel vagliare le posizioni dei diversi indagati:
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Le misure cautelari: Il Tribunale del Riesame ha recentemente confermato la custodia cautelare in carcere per Pellegrino D’Avino, ritenuto dagli inquirenti la figura chiave nell’approvvigionamento dell’esplosivo. Contestualmente, il gip di Roma ha respinto la richiesta di attenuazione della misura (gli arresti domiciliari anche con braccialetto elettronico) per D’Avino e per Antonio Passariello, evidenziando reticenze e incongruenze tra le dichiarazioni rese e i verbali di intercettazione.
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La ricostruzione degli inquirenti: Secondo il quadro accusatorio formulato dagli investigatori – basato su tabulati telefonici, tracciamenti e intercettazioni – Antonio Passariello e Saverio Mutone sarebbero i materiali esecutori dell’attacco, mentre D’Avino e Marika De Filippis avrebbero curato la fase preparatoria, compreso un sopralluogo effettuato il 10 ottobre. Nei confronti degli indagati resta contestata l’aggravante del metodo mafioso, mentre il procedimento procede verso le successive fasi giurisdizionali nel rispetto della presunzione di innocenza.
Il passaggio di testimone a Claudia Di Pasquale segna così l’inizio di una nuova fase per Report, chiamato a mantenere la propria identità d’inchiesta in un momento particolarmente delicato sia per l’assetto redazionale sia per le vicende giudiziarie che continuano a circondare la trasmissione.