Sorelle scomparse, alla fine il fidanzato crolla e dice dove sono

Per quasi due settimane non c’è stato alcun segnale. Nessuna telefonata, nessun messaggio, nessuna traccia concreta che potesse indicare dove si trovassero Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni scomparse da Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.

L’angoscia dei familiari e della comunità locale è cresciuta giorno dopo giorno, alimentata dall’assenza di notizie e dalle numerose ipotesi formulate dagli investigatori. Ora, però, l’inchiesta potrebbe aver imboccato una nuova direzione grazie ad alcuni elementi emersi nelle ultime ore.

Il lungo interrogatorio del fidanzato

Secondo quanto trapelato, una possibile svolta sarebbe arrivata dalle dichiarazioni del fidanzato di Sarah, ascoltato dagli inquirenti come persona informata sui fatti.

Nel corso di un lungo colloquio con gli investigatori, il ragazzo avrebbe fornito una ricostruzione che ridimensionerebbe le ipotesi più drammatiche emerse nei giorni scorsi. Stando al suo racconto, le due sorelle non si sarebbero smarrite né sarebbero rimaste coinvolte in un incidente.

L’adolescente avrebbe infatti riferito che Sarah e Alisya si troverebbero in compagnia di un familiare e che il loro allontanamento sarebbe stato pianificato in anticipo.

La pista della fuga organizzata

Le dichiarazioni raccolte dagli investigatori delineerebbero lo scenario di una fuga preparata nei dettagli. Le due ragazze avrebbero lasciato la struttura durante la notte, tra le 2 e le 5 del mattino, dirigendosi verso la zona della Camosciara.

Da lì, secondo la ricostruzione fornita, avrebbero raggiunto un punto d’incontro concordato dove sarebbero salite a bordo di un’automobile per allontanarsi definitivamente dall’area.

Una versione che, se confermata, potrebbe spiegare anche alcuni oggetti rinvenuti durante le ricerche. Lungo il percorso erano stati infatti recuperati un fermaglio, una maglia tecnica e un laccio nero, inizialmente interpretati come possibili segnali di un evento drammatico.

Alla luce delle nuove informazioni, quei reperti potrebbero invece rappresentare semplicemente tracce del passaggio delle due ragazze lungo il tragitto della fuga.

Il mistero dei telefoni spenti

Un altro elemento al centro dell’attenzione degli investigatori riguarda i dispositivi telefonici collegati alla vicenda.

Le verifiche si starebbero concentrando su alcune utenze riconducibili a persone vicine alle ragazze e al loro contesto familiare. Secondo le ricostruzioni, uno dei telefoni utilizzati dalle sorelle sarebbe collegato a una persona molto vicina al fidanzato di Alisya, mentre un’altra utenza farebbe riferimento al compagno della madre.

I dispositivi risulterebbero rimasti spenti o inattivi per diversi giorni, circostanza che potrebbe indicare una precisa volontà di evitare qualsiasi forma di localizzazione.

L’attesa di una conferma

Nonostante i nuovi sviluppi, gli investigatori mantengono il massimo riserbo e proseguono gli accertamenti per verificare ogni dettaglio emerso nelle ultime ore.

In paese resta alta la tensione. Da una parte cresce la speranza che Sarah e Alisya siano effettivamente al sicuro; dall’altra permane la preoccupazione che dietro il loro allontanamento possano nascondersi situazioni ancora da chiarire.

Anche i familiari continuano ad attendere notizie certe. Tra loro c’è la compagna del padre delle ragazze, che fin dai primi giorni della scomparsa si è mobilitata insieme all’associazione Penelope Abruzzo per contribuire alle ricerche.

L’obiettivo resta uno solo: ritrovare Sarah e Alisya e fare piena luce su una vicenda che da due settimane tiene con il fiato sospeso familiari, amici e l’intera comunità di Civitella Alfedena.