Colpo di calore, Diego muore a 49 anni: ecco quali sono i sintomi da riconoscere

Le alte temperature che stanno interessando gran parte dell’Italia riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza durante i mesi estivi.

L’ondata di caldo che sta caratterizzando questo periodo impone maggiore prudenza, soprattutto per chi svolge attività lavorative e per le persone più fragili, come anziani e soggetti con patologie croniche.

Proprio in queste ore una vicenda avvenuta nella nostra Penisola ha acceso nuovamente i riflettori sui rischi legati alle temperature elevate e sull’importanza della prevenzione. L’episodio riguarda un operaio di 49 anni che ha accusato un improvviso malore mentre si trovava sul posto di lavoro.

Immediato l’intervento dei soccorsi e degli organi competenti, che hanno avviato gli accertamenti per chiarire le circostanze dell’accaduto e verificare il rispetto delle norme introdotte proprio per fronteggiare l’emergenza caldo.

Proprio per questo gli esperti invitano a non sottovalutare i primi segnali di malessere. Ma cosa è accaduto all’operaio e quali sono le indicazioni degli specialisti per affrontare in sicurezza le giornate più calde?

Negli ultimi giorni diverse Regioni hanno adottato misure straordinarie per limitare l’esposizione dei lavoratori alle temperature più elevate, vietando in alcuni casi le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata. La vittima è Diego Forner, 49 anni, residente a Cavaso del Tomba, in provincia di Treviso. L’uomo ha accusato un improvviso malore nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno mentre si trovava all’interno dell’hangar destinato al ricovero degli automezzi dell’azienda agricola Cadorin, nella frazione di Pezzan di Istrana, realtà specializzata nella progettazione e manutenzione del verde.

L’episodio si è verificato intorno alle 14.30. Secondo quanto emerso, l’operaio stava programmando con il cellulare le attività del giorno successivo insieme a un collega quando è stato colpito da un infarto. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici dello Spisal per effettuare tutti gli accertamenti previsti. Le verifiche hanno evidenziato che il lavoratore operava in un ambiente ombreggiato e ben arieggiato, aveva ripreso il turno alle 13 dopo la pausa pranzo e non risultava esposto a condizioni di elevato stress termico né aveva svolto lavorazioni particolarmente pesanti nelle ore precedenti. Per questo motivo, allo stato attuale, la Procura di Treviso non ha disposto l’autopsia.

La vicenda richiama comunque l’attenzione sull’importanza della prevenzione durante le giornate più calde. Il colpo di calore può manifestarsi con sintomi come temperatura corporea molto elevata, pelle calda e arrossata, forte mal di testa, vertigini, nausea, debolezza intensa, crampi muscolari, stato confusionale e, nei casi più seri, perdita di coscienza.

Gli specialisti ricordano che una corretta idratazione rappresenta la prima forma di prevenzione. Roberto Andreini, direttore del Dipartimento delle Specialità Mediche dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, raccomanda di bere regolarmente acqua naturale, anche in assenza dello stimolo della sete, soprattutto per gli anziani che spesso percepiscono meno il bisogno di idratarsi. Salvo particolari controindicazioni mediche, è consigliabile assumere circa tre litri di acqua al giorno, evitando invece bevande alcoliche e bibite zuccherate o gassate.

Accanto all’idratazione, risultano fondamentali anche alcune semplici abitudini quotidiane: privilegiare pasti leggeri ricchi di frutta e verdura, limitare gli alimenti molto salati e calorici, evitare di uscire nelle ore comprese tra le 11 e le 18 quando il caldo è più intenso, indossare abiti leggeri in fibre naturali e proteggere la testa con un cappello chiaro durante le attività all’aperto.