Sub m*rti alle Maldive, i funerali di Muriel: il papà non ha retto

Certe notizie arrivano all’improvviso e riescono a cambiare il clima di un’intera comunità nel giro di poche ore.

Con il passare del tempo, il senso di incredulità lascia spazio a uno sgomento più concreto e tangibile. Ogni dettaglio sembra aggiungere un tassello a una storia che continua a scuotere profondamente chiunque ne venga a conoscenza.

In tanti hanno scelto di ritrovarsi insieme per condividere il peso di una perdita misto al desiderio di custodire il ricordo di una persona che aveva lasciato un segno profondo nella vita di chi l’aveva conosciuta.

Mentre il tempo sembrava essersi fermato, è stato il silenzio a raccontare più di qualsiasi discorso.

Tra abbracci, lacrime e il bisogno di stringersi per non dimenticare.

La comunità di Poirino, nel Torinese, ha dato l’ultimo saluto a Muriel Oddenino, la biologa di 31 anni scomparsa il 14 maggio durante un’immersione subacquea alle Maldive insieme ad altri quattro italiani. Decine di persone si sono radunate all’esterno della parrocchia di Santa Maria Maggiore per partecipare alle esequie della giovane ricercatrice, molto conosciuta nel paese piemontese dove era cresciuta. La funzione religiosa si è svolta in un clima di grande raccoglimento, mentre numerosi cittadini hanno seguito la cerimonia anche dall’esterno grazie agli altoparlanti installati davanti alla chiesa. Presenti i familiari più stretti, tra cui il padre Andrea, la madre e i fratelli Thomas e Guido, oltre al sindaco Nicholas Padalino che ha proclamato il lutto cittadino per rendere omaggio alla giovane concittadina.

Muriel Oddenino viveva da tempo a Finale Ligure, località che aveva scelto per coltivare la sua passione per il mare e le immersioni. Dopo la cremazione, la famiglia ha deciso che le sue ceneri saranno disperse proprio nelle acque della Liguria, il luogo che la biologa considerava ormai la sua casa. Sopra la bara bianca, collocata al centro della chiesa, era stato adagiato un cuscino di rose circondato da ranuncoli e tulipani bianchi, simboli di purezza e affetto. L’intera cerimonia è stata accompagnata da momenti di intensa commozione, soprattutto quando amici e parenti hanno ricordato il carattere solare della giovane ricercatrice, descritta come una donna curiosa, libera e profondamente innamorata della natura.

Il momento più toccante della funzione è coinciso con il discorso pronunciato dal padre Andrea Oddenino. Con la voce spezzata dalla sofferenza, l’uomo ha ricordato la figlia attraverso immagini della sua infanzia trascorsa per le strade di Poirino. “Vent’anni fa toccavo la bara di mio fratello, ora tocco quella di mia figlia”, ha dichiarato davanti ai presenti, in una delle frasi che più hanno colpito la comunità. Successivamente ha evocato i ricordi di Muriel bambina, mentre imparava ad andare in bicicletta o sui pattini a rotelle nelle tranquille vie del paese. “Quando questa bara uscirà io tornerò a pensare a lei viva che correva su queste strade”, ha aggiunto Andrea Oddenino, lasciando emergere tutta la difficoltà di accettare una perdita tanto improvvisa quanto dolorosa.

Durante il suo intervento, il padre della biologa ha anche raccontato il modo con cui Muriel affrontava la vita, sempre guidata da curiosità e desiderio di scoperta. Ha ricordato una frase che la giovane ripeteva spesso ai suoi familiari: “Non preoccupatevi per me, preoccupatevi per voi che vivete una realtà ristretta”. Parole che oggi assumono un significato ancora più intenso alla luce della sua personalità indipendente e del suo amore per il viaggio e il mare. Andrea Oddenino ha poi immaginato gli ultimi istanti vissuti dalla figlia nella grotta sommersa alle Maldive dove si è verificato l’incidente durante l’immersione subacquea, esprimendo il desiderio che non abbia sofferto e che abbia trovato serenità anche in quei momenti estremi. La vicenda aveva attirato l’attenzione internazionale anche per le difficoltà nelle operazioni di ricerca, come raccontato nei giorni scorsi dal sub finlandese Sami Pakkarinen al Tg1.

Anche i fratelli Thomas e Guido hanno preso la parola durante la cerimonia religiosa, offrendo un ricordo intenso e commovente della sorella. “Dirle addio significa accettare che non la vedremo più, e noi non vogliamo”, hanno dichiarato davanti alla chiesa gremita di persone. I due fratelli hanno parlato del rapporto speciale che Muriel aveva con il mare, definendolo il luogo dei suoi sogni e oggi simbolicamente la sua nuova casa. “L’acqua salata accompagna da sempre gli esseri umani e le lacrime sono della stessa essenza”, hanno aggiunto in uno dei passaggi più emozionanti della giornata. Le parole dei familiari hanno contribuito a delineare il ritratto di una giovane donna piena di entusiasmo, capace di affrontare la vita con meraviglia e autenticità. Una figura che continuerà a vivere nei ricordi di chi l’ha amata e nelle immagini di quel mare che aveva scelto come simbolo della propria libertà.