Silvio Berlusconi avverte Salvini: “Lui leader designato? No, vedremo alle prossime elezioni”

 

Per Silvio Berlusconi Forza Italia è “pronta a un tavolo col governo”. E Matteo Salvini non è il leader già designato del centrodestra. L’intervista dell’ex premier a Repubblica potrebbe dettare l’agenda dei prossimi giorni, Dpcm e coronavirus permettendo. Si parte proprio dall’epidemia: “Da opposizione responsabile ci asteniamo da critiche facili e strumentali. Anche di fronte all’ultimo provvedimento. Tuttavia, non si può non sottolineare che vi sia stata una oggettiva sottovalutazione di quanto sarebbe potuto accadere”, spiega Berlusconi, secondo cui “la pandemia non può essere materia di divisione politica”. No al lockdown, “perché ha un costo sociale elevatissimo. Del resto già ora molte persone sono in sofferenza”. “La consultazione con le opposizioni non può essere solo formale, un atto quasi di cortesia – rilancia iL Cav -. Dev’essere autentica condivisione di scelte difficili e decisive per gli italiani. Per questa ragione, n el rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione, abbiamo chiesto di aprire un tavolo istituzionale dove portare le nostre proposte per l’Italia”.

Si parla poi degli assetti elettorali, a partire dalla possibile candidatura di Guido Bertolaso come sindaco di Roma (“Ragioneremo insieme per trovare le soluzioni migliori, senza veti né pregiudiziali”), per poi planare sul nuovo progetto di Giovanni Toti e Mara Carfagna, “Quanto ai nuovi progetti, sempre che esistano, ricordo che in passato non hanno mai avuto molta fortuna. Forza Italia è un partito vivo e radicato” e “unica depositaria dei valori liberali, cristiani, garantisti che sono parte essenziale di un centrodestra moderno”. Quindi l’avvertimento a Salvini: “Non esiste un leader indiscusso. Il centrodestra è una coalizione plurale, nella quale anime, linguaggi e sensibilità diverse convergono su un programma comune. Al momento la Lega è il maggiore partito della coalizione. Alle prossime elezioni vedremo quale sarà il movimento che raccoglierà più consensi e sono certo che Forza Italia riuscirà a tornare ai livelli percentuali del recente passato”. E se Salvini cercherà un posto nel Ppe, “questo dipende dalle scelte della Lega. Una svolta europeista sarebbe certamente un fatto positivo”.

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