Sgombero di migranti alla Stazione Tiburtina. I residenti: “Una farsa. Torneranno coi centri sociali”


Ennesimo sgombero farsa alla Stazione Tiburtina, che sul lato Est è da tempo luogo di bivacco per oltre 150 migranti. La polizia ne ha fermati e portati all’ufficio immigrazione solo 26. I residenti hanno segnalato di aver visto fuggire gli altri verso le vie limitrofe. La preoccupazione, dunque, è che a breve l’assembramento possa formarsi di nuovo o possa dare vita all’occupazione di una qualche struttura vicina, come l’ex Sprar di via del Frantoio, dove i cittadini avrebbero già notato movimenti sospetti.

I centri sociali a supporto dei migranti

I migranti della Stazione Tiburtina sono supportati, infatti, dal centro sociale Baobab Experience. Sono stati gli stessi del Baobab a ricordare che quello di oggi è il “trentaquattresimo sgombero”. “Nei due mesi del lockdown non si è visto nessuno e ora che la vita torna alla normalità queste persone tornano a essere scomode”, hanno sostenuto ancora, chiedendo “accoglienza” e “soluzioni strutturali”.

I cittadini: “Alla Stazione Tiburtina paura e degrado”

In effetti, lo sgombero arriva dopo un lockdown da incubo per chi vive nella zona. A sollecitarlo sono stati i residenti che hanno presentato denunce e chiesto interventi. Una situazione non di queste settimane, ma che in queste settimane si è fatta più complicata perché al degrado e alla paura consueti si sono aggiunte le conseguenze delle chiusure e la paura del contagio. Risse e assembramenti sono cresciuti e si sono registrati anche alcuni episodi eclatanti come l’aggressione della scorsa settimana alla troupe di Dritto e rovescio. Si è arrivati così a questo 34esimo sgombero, che da subito è apparso una farsa come i precedenti.

Le preoccupazioni del Comitato di quartiere

“Quando le volanti della Polizia sono arrivate per lo sgombero c’erano almeno cento extracomunitari che al solito bivaccano nella stazione. Ne sono stati portati via appena ventisei e ora la nostra più grande preoccupazione, come comitato di quartiere, è che tanti di loro sono riusciti a fuggire prima e durante l’arrivo della polizia”, ha spiegato Fabrizio Montanini, presidente del Comitato Beltramelli-Meda-Portonaccio. “I residenti – ha aggiunto – mi segnalano persone di colore con zaini in spalla aggirarsi per le vie del lato est della Stazione Tiburtina. Seguiremo la situazione e faremo del tutto che non sia l’ennesimo sgombero farsa che causa il giorno stesso nuovi insediamenti nella stessa zona”.

Dito puntato contro il Baobab

Dello stesso avviso anche il Comitato cittadini Stazione Tiburtina. “L’ennesimo sgombero effettuato oggi sarà l’ennesimo fallimento dello Stato alla Stazione Tiburtina. Di sgomberi ne abbiamo visti tantissimi. Lo Stato non è mai riuscito a normalizzare il lato est della Stazione Tiburtina, ormai residenza stabile di Baobab e dei suoi protetti. Cittadine inseguite da immigrati che sventolavano parti intime, giornalisti presi a bottigliate, macchine distrutte e scippi. Invitiamo Prefetto e Questore – hanno aggiunto gli esponenti del Comitato – a interrogarsi sul fatto che in quell’area un’associazione come Baobab riesca per anni ad imporre le proprie regole a discapito di quelle dello Stato, addirittura vedendosi assegnati progetti regionali da centinaia di migliaia di euro”.