Femminicidio Pamela Genini: chi è Gianluca Soncin, l’uomo che le ha tolto la vita
Milano è teatro di un grave episodio che ha strappato prematuramente la vita a Pamela Genini, 29 anni, originaria della provincia di Bergamo. La giovane, nota come modella e imprenditrice, ha perso la vita nella sua abitazione di via Iglesias, in una scena di violenza che ha sconvolto chi la conosceva.
Secondo le ricostruzioni, la dinamica dell’accaduto riconduce a una lite con il compagno, Gianluca Soncin. Le tensioni tra i due, stando a quanto emerso, si protraevano da tempo e sarebbero state causate dalla decisione di Pamela di porre fine alla relazione. Pamela rappresentava l’esempio di una donna intraprendente e determinata a costruire il proprio destino.
Oltre all’attività di modella e agente immobiliare, aveva co-fondato il brand di costumi “Ep SheLux”, dimostrando uno spiccato senso imprenditoriale. Amava viaggiare e valorizzare la sua autonomia, sia professionale che personale. L’appartamento in cui viveva, affittato da circa due anni, doveva essere il rifugio della sua indipendenza, un luogo in cui coltivare progetti e ambizioni.

Proprio in quello spazio, invece, si è consumato l’epilogo di una storia finita nel modo più drammatico. Questo evento getta una luce cruda sulle conseguenze della violenza di genere, un fenomeno purtroppo ancora radicato che colpisce donne di ogni estrazione e condizione.
In queste ore stanno emergendo ulteriori dettagli sul presunto killer, Gianluca Soncin. Cosa si sa sul52enne? Cosa fa nella vita? Le indiscrezioni che stanno trapelando hanno del clamoroso. “Soncin è…”

Dietro il femminicidio di Pamela Genini c’è la figura di Gianluca Soncin, 52 anni, originario di Biella. Un uomo apparentemente integrato e di successo, ma che nascondeva un lato oscuro fatto di controllo, gelosia e ossessione.
Soncin, imprenditore attivo nel commercio di auto di lusso, si divideva tra Cervia e Milano per motivi di lavoro. In passato aveva avuto qualche problema con il fisco, con procedimenti di natura tributaria risalenti a circa quindici anni fa, ma nessuna pendenza penale rilevante. Una vecchia vicenda di stalking, risalente a molti anni addietro, si era conclusa senza denunce formali.
Fino al giorno del delitto, non risultavano segnalazioni ufficiali alle forze dell’ordine da parte della sua compagna. La relazione tra Pamela e Gianluca durava da circa un anno e mezzo. Per amore, la giovane si era trasferita per un periodo in Romagna, ma ben presto la storia aveva assunto i tratti di un legame soffocante. Soncin avrebbe cercato di isolarla dai suoi amici e familiari, instaurando un rapporto di dipendenza economica e psicologica.

Pamela aveva confidato ad alcune persone vicine di sentirsi prigioniera di quella relazione e di temere le reazioni del compagno nel caso avesse tentato di lasciarlo. Secondo quanto emerso dalle indagini, la ragazza aveva ricominciato a sentire un suo ex fidanzato, con il quale era rimasta in buoni rapporti.
È proprio a lui che Pamela ha telefonato poco prima dell’incontro con il killer, confessando di avere paura: “Non posso lasciarlo, mi toglierebbe la vita”. Poche ore dopo, il triste epilogo. Il delitto si è consumato nell’appartamento di via Iglesias, a Milano, che la giovane aveva preso in affitto nel tentativo di ricominciare. Davanti al magistrato si è mostrato freddo e distaccato, prima fingendo di non ricordare, poi scegliendo il silenzio. Le accuse nei suoi confronti sono gravissime: delitto pluriaggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi, legame affettivo e atti persecutori.