Dieci ladri provano a rapinare la gioielleria, il proprietario si fa giustizia da solo

 Nel tranquillo Comune di Nanto, noto per il suo ritmo pacifico e il tessuto sociale compatto, un impianto ora fa parlare di sé per un episodio di criminalità che ha coinvolto l’azienda orafa Zancan, una delle realtà più consolidate e rinomate della zona. La notte tra martedì e mercoledì, una banda composta da circa dieci malviventi ha tentato di introdursi nei locali della gioielleria, ma l’intervento tempestivo del proprietario, Robertino Zancan, ha evitato il peggio.

Un tentativo di furto con attrezzature da scasso e fiamma ossidrica
I criminali, secondo quanto ricostruito, hanno cercato di entrare dall’ingresso secondario, forzato mediante l’utilizzo di una fiamma ossidrica e l’inferriata. La loro operazione è stata prontamente rallentata dall’attivazione del sistema di allarme, che ha segnalato la situazione sia a Zancan che alle forze dell’ordine. Arrivato rapidamente sul posto, il titolare ha affrontato i malviventi sparando alcuni colpi di pistola verso di loro, costringendoli a fuggire abbandonando l’attrezzatura da scasso.

L’ottimismo oltre il pericolo e le richieste di misure di sicurezza più stringenti
“Mi sono trovato di fronte dieci persone; le ho affrontate e ho sparato. Non posso più tollerare queste situazioni, hanno devastato l’azienda. I danni ammontano a migliaia di euro; ora è necessaria una guardia armata all’ingresso”, ha dichiarato Zancan, evidenziando come la sua reazione sia stata dettata dalla necessità di difendere ciò che ha costruito nel corso degli anni.

Un passato segnato da un episodio di sangue
Questo episodio non è il primo nella storia di Zancan. Nel febbraio 2015, la stessa gioielleria fu oggetto di un’intensa rapina durante la quale Graziano Stacchio, un benzinaio della zona, intervenne armato per difendere la commessa, sparando contro i rapinatori. Il tragico esito dell’azione portò alla morte di Albano Cassol, uno dei banditi, e più tardi Stacchio fu prosciolto dall’accusa di eccesso colposo di legittima difesa.

Le ripercussioni economiche e sociali
Gli attacchi continui hanno causato danni ingenti all’azienda. Zancan ha stimato perdite per circa 1,2 milioni di euro, scatenando purtroppo anche la chiusura del punto vendita di Nanto, che fatturava tra i 700 e gli 800 mila euro annuali. “Nessuno mi garantiva più copertura assicurativa, considerandoci troppo a rischio”, ha spiegato il proprietario, evidenziando le difficoltà di gestione e la vulnerabilità crescente delle attività commerciali di settore.

Il dibattito sulla legittima difesa e le misure di sicurezza future
Il caso di Graziano Stacchio ha alimentato un vivace dibattito nazionale sulla legittima difesa in Italia, con esperti che hanno sostenuto come l’intervento del benzinaio fosse stato proporzionato alla minaccia. Ora, con il ripetersi di tentativi di furto, Zancan sta valutando di rafforzare le misure di sicurezza, assumendo guardie armate per proteggere meglio il patrimonio aziendale.

Conclusioni e riflettori sulla sicurezza del territorio
Il recente episodio a Nanto evidenzia come anche in contesti apparentemente tranquilli il rischio di criminalità sia reale e concreto. È necessaria una più efficace pianificazione delle misure di sicurezza e un dibattito più ampio sulla tutela delle attività commerciali e dei cittadini, per prevenire future tragedie e tutelare il patrimonio e la vita delle persone.