Demolizione San Siro: sono iniziati i primi lavori

Nel grande impianto sportivo dal passato glorioso,  il San Siro, i lavori hanno preso il via... notizia che non può che far piacere, dopo un lungo periodo di tensioni, indiscrezioni,  rumors che hanno alimentato la curiosità di conoscere quando, per davvero, tutto avrebbe avuto uno start.

I residenti e i frequentatori della zona hanno notato cambiamenti improvvisi,  nei pressi dello stadio, ma cosa sta succedendo? Trattandosi di uno degli stadi più famosi,  quello che ha fatto la storia delle gesta di campioni immensi, la curiosità è elevata, mentre le prime immagini di quanto sta avvenendo vengono riprese dalle testate giornalistiche, specie sportive.

Tra ricorsi, analisi tecniche e valutazioni istituzionali ancora in corso, il fatto che i lavori siano iniziati ha acceso un lungo dibattito che sta infiammando i social e dividendo la pubblica opinione.  Impossibile, del resto, per gli amanti del calcio,  non esprimere il proprio punto di vista sul web.

Non tutti, però, stanno rispondendo con i salti di gioia a questa notizia. C’è chi resta in attesa di sviluppi che potrebbero arrivare in tempi brevi o sorprendere tutti gli osservatori, dunque è più prudente, e chi invece dice la sua, senza giri di parole.

 

Le prime operazioni di cantiere attorno al complesso sportivo del San Siro  hanno segnato l’avvio di una fase molto discussa, con interventi preliminari che hanno modificato alcune strutture storiche e acceso il confronto pubblico. I residenti in zona hanno  notato recinzioni, scavi e una ruspa che ha completamente demolito la storica biglietteria Sud, arretrando uno dei gate di ingresso allo stadio. Questo è uno dei  primi interventi propedeutici alla costruzione del nuovo impianto di Inter e Milan,  dunque il  primo passo, seppur simbolico, verso l’addio al vecchio San Siro e all’inizio del nuovo, i cui cantieri principali dovrebbero partire tra il 2026 e il 2027 per concludersi nel 2031.

E le polemiche, già con l’inizio delle prime demolizioni, non sono tardate ad arrivare.  Il consigliere comunale Enrico Fedrighini ha sollevato dubbi sulla mancanza di cartellonistica e trasparenza, denunciando lavori visibili ma poco documentati, mentre Alessandro Giungi del Partito Democratico ha criticato la gestione istituzionale dell’intera operazione.

Le società calcistiche Inter e Milan hanno replicato affermando la piena regolarità delle attività, spiegando che la SCIA è stata depositata e che l’area, ormai privatizzata, ospiterà soluzioni provvisorie per gli accessi. Parallelamente, la chiusura del Parco dei Capitani ha sollevato ulteriori interrogativi dopo la comparsa di possibili contaminazioni, nonostante precedenti documentazioni comunali indicassero condizioni ambientali ritenute sicure.

Il TAR Lombardia ha analizzato in un’unica udienza cinque ricorsi presentati da comitati civici e associazioni guidate dall’avvocata Veronica Dini, contrari alla vendita dell’area e alla demolizione dello storico impianto. Le parti in causa, tra cui Comune e club coinvolti, hanno chiesto il rigetto dei ricorsi ritenendoli infondati, mentre i giudici amministrativi si pronunceranno entro sessanta giorni

Una decisione considerata cruciale potrebbe influenzare l’intero cronoprogramma dei lavori, determinando eventuali rallentamenti o conferme definitive per il progetto futuro. Nel caso di ulteriori impugnazioni, la vicenda potrebbe proseguire fino al Consiglio di Stato, mantenendo aperta l’incertezza sul destino dell’intero progetto e sulle tempistiche di realizzazione del nuovo impianto sportivo con possibili effetti anche sulle scelte urbanistiche e sugli equilibri tra istituzioni e società sportive coinvolte nel prossimo futuro immediato attuale.