Crisi siriana, l’appello della bimba curda: “Fermate questa guerra”

Educata ma decisa, con i capelli raccolti in due trecce e una voce sottile ma risoluta.

Eva, una bambina curda intervistata dall’emittente curda Kurdistan24, ha rivolto un appello alla comunità internazionale per chiedere di mettere fine a “Primavera di Pace”, l’operazione militare condotta dalla Turchia nel nord-est della Siria. La bimba, presumibilmente una dei 250mila sfollati dai territori di guerra, non ha paura del microfono. Anzi, tutto il contrario.

 

Nonostante la giovanissima età, Eva è già perfettamente consapevole della tragedia del conflitto, oltre che del potere dei mass media, capaci di raggiungere in una frazione di secondo ogni parte del mondo, e gli uomini più potenti della Terra. È a loro che invia il suo messaggio di pace, un disperato e commovente appello: “All’Unicef, alle Nazioni Unite, a Donald Trump. Il mio nome è Eva, sono di Rojava, di Kobane, di Afrin, di Quamishli, di tutto il Kurdistan”, le prime parole in inglese della bimba, un corpicino esile che doppia a malapena le dimensioni del microfono che le mettono sotto il naso. “Sono figlia unica, una bambina dimenticata. Non ho mai abbracciato un’arma, ho solo un grande cuore rivolto verso tutto il mondo”, spiega. Ed è al pianeta che chiede: “Mi darete mai la pace? Mi restituirete la mia infanzia? È questo il mio messaggio”, scandisce Eva, prima di aiutarsi con la mano destra, spinta violentemente in avanti, per l’appello finale: “Please, fermate questa guerra”. Chissà che la piccola, nel suo candore, possa arrivare dove non è riuscita l’Europa, incapace finora adottare una posizione unitaria sul conflitto in corso nel nord-est della Siria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.