Ora legale o solare, il nodo resta: risparmio energetico contro rischi per la salute

Come ogni anno, con l’avvicinarsi dell’autunno torna puntuale uno dei dibattiti più divisivi: meglio l’ora legale o l’ora solare? Una domanda che coinvolge non soltanto le abitudini quotidiane, ma anche consumi energetici, attività economiche e salute.

Il tema è tornato sotto i riflettori anche negli Stati Uniti, dopo le parole di Donald Trump, che ha rilanciato l’idea di mantenere l’ora legale per tutto l’anno. Una proposta accompagnata anche da una battuta sui golf club e sulla possibilità di avere più tempo per concludere i tornei, ma che riapre una questione discussa da anni su entrambe le sponde dell’Atlantico.

L’Europa aveva già detto sì all’abolizione del cambio

Il superamento del passaggio due volte l’anno tra ora solare e ora legale è un tema tutt’altro che nuovo.

Nel 2018 la Commissione europea aveva promosso una consultazione pubblica sul futuro del cambio dell’ora. Parteciparono circa 4,6 milioni di persone, un numero record per una consultazione europea, e circa l’84% dei partecipanti si espresse a favore dell’abolizione del cambio stagionale.

Nonostante quel risultato, tuttavia, non è arrivata una decisione definitiva. Gli Stati membri hanno continuato a confrontarsi sulla possibilità di scegliere quale orario mantenere stabilmente, senza riuscire a raggiungere un accordo.

Il problema, infatti, non riguarda soltanto l’abolizione del cambio: bisogna stabilire quale delle due ore rendere permanente.

I vantaggi dell’ora legale

Chi sostiene l’ora legale permanente punta soprattutto sui vantaggi legati alla maggiore quantità di luce disponibile nel pomeriggio.

Avere il sole più a lungo nelle ore successive alla giornata lavorativa significa, secondo questa impostazione, favorire la vita all’aperto, le attività commerciali e la frequentazione degli spazi pubblici.

Anche il mondo del commercio ha più volte evidenziato questo aspetto. Una maggiore disponibilità di luce naturale nelle ore pomeridiane può infatti favorire la presenza delle persone nei centri urbani e nelle aree commerciali, con possibili ricadute positive sui consumi.

C’è poi il tema dei consumi energetici. L’introduzione dell’ora legale nacque anche con l’obiettivo di sfruttare maggiormente la luce naturale e ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale durante le ore serali.

Ma l’ora solare sarebbe più naturale per il nostro organismo

Dall’altra parte ci sono medici e specialisti del sonno, che sottolineano soprattutto gli effetti del cambio dell’orario sull’organismo.

La cronobiologia studia proprio il rapporto tra i ritmi biologici dell’essere umano e l’alternanza naturale tra luce e buio. Secondo questa prospettiva, l’ora solare è maggiormente allineata al ritmo circadiano, perché mantiene più vicino il rapporto tra orario ufficiale e posizione del sole.

Il professor Roberto Manfredini ha sintetizzato il concetto sostenendo che la medicina avrebbe una posizione favorevole all’ora solare, considerata più coerente con il funzionamento dell’organismo.

Il problema dell’ora legale, secondo gli esperti, è soprattutto quello che viene definito “jet lag sociale”: uno sfasamento tra il nostro orologio biologico e gli orari imposti dalla società.

Il passaggio all’ora legale può infatti significare, almeno nei primi giorni, dormire un’ora in meno rispetto alle proprie abitudini biologiche. Per alcune persone questo cambiamento può tradursi in maggiore stanchezza, difficoltà di concentrazione e alterazioni del sonno.

Salute contro economia: due esigenze difficili da conciliare

Il confronto, dunque, non è semplicemente una questione di lancette.

Da una parte c’è chi guarda alla possibilità di avere più luce nelle ore serali, con potenziali vantaggi per commercio, turismo, attività all’aperto e consumi energetici.

Dall’altra ci sono gli specialisti che invitano a considerare il nostro orologio biologico e il rapporto fondamentale tra luce, sonno e ritmi circadiani.

È proprio questo il motivo per cui trovare una soluzione condivisa si è rivelato molto più complicato del previsto.

E cosa pensano gli italiani?

Anche in Italia il tema è stato affrontato più volte. Il Parlamento ha avviato approfondimenti sulla possibilità di superare l’attuale sistema basato sul cambio stagionale dell’ora, mentre l’opinione pubblica continua a essere divisa.

Il vero interrogativo, quindi, non è soltanto se eliminare il cambio dell’ora, ma soprattutto quale orario scegliere nel caso in cui si decidesse di mantenerne uno per tutto l’anno.

L’ora legale garantirebbe pomeriggi e serate più luminose, mentre l’ora solare permetterebbe di mantenere un rapporto più stretto con il ciclo naturale della luce.

Il prossimo appuntamento è a ottobre

Nel frattempo, in assenza di una decisione definitiva, il sistema attuale resta in vigore.

Con l’arrivo dell’ultimo fine settimana di ottobre tornerà quindi il consueto appuntamento con il cambio dell’ora: le lancette verranno spostate indietro di un’ora e si tornerà all’ora solare.

Un gesto ormai automatico per milioni di italiani, ma che ogni anno riapre la stessa domanda: continuare a cambiare l’ora due volte all’anno oppure scegliere definitivamente una sola soluzione?

La discussione resta aperta. E tra salute, risparmio energetico, economia e qualità della vita, la risposta è tutt’altro che scontata.