“Chiamato dai carabinieri”. Garlasco, l’annunci di De Rensis scatena il caos

Il caso Garlasco continua a far discutere, tra nuovi sviluppi investigativi, polemiche televisive e interrogativi che, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, restano al centro dell’attenzione pubblica. Nella serata di martedì 27 ottobre 2026, la trasmissione Verità Nascoste è tornata a occuparsi della vicenda, affrontando il clima che circonda Alberto Stasi e il confronto sempre più acceso tra difesa, informazione e opinione pubblica.

Tra gli ospiti della puntata c’era Antonio De Rensis, avvocato di Stasi, che nel corso del dibattito ha rilasciato una dichiarazione inattesa. Il legale ha raccontato di essere stato contattato proprio quel giorno dai Carabinieri, anticipando la necessità di ritirare degli atti relativi a un’ulteriore denuncia per diffamazione a mezzo stampa.

Una comunicazione che ha spostato l’attenzione sullo stesso difensore, già protagonista di numerosi interventi pubblici sulla vicenda giudiziaria.

La rivelazione in diretta: «Oggi mi hanno chiamato i Carabinieri»

Il passaggio più significativo della serata è arrivato quando il confronto si è concentrato sulle critiche rivolte ad Alberto Stasi e al suo legale. De Rensis ha fatto riferimento alle tensioni che accompagnano il caso e alle posizioni di alcuni commentatori, prima di annunciare la novità.

«Le do una notizia, in attesa della preannunciata querela del dottor Garofano, oggi mi hanno chiamato i Carabinieri, andrò a ritirare un’altra identificazione, avviso di garanzia, i miei avvocati si occuperanno di questa ennesima denuncia per diffamazione a mezzo stampa, non si capisce da chi», ha dichiarato durante la trasmissione.

Le parole dell’avvocato hanno suscitato attenzione, anche per l’assenza, al momento, di indicazioni precise sull’identità di chi avrebbe presentato la denuncia e sulle dichiarazioni eventualmente contestate.

Sarà necessario conoscere il contenuto degli atti per ricostruire i dettagli della vicenda e comprendere a quali fatti si riferisca la nuova iniziativa. Allo stato delle informazioni riportate in trasmissione, non è possibile attribuire con certezza la denuncia a una persona specifica.

Lo scontro sul caso Stasi e il peso dei media

Nel corso della puntata si è parlato anche delle parole di Oscar Ghizzoni, storico consulente di Alberto Stasi, intervenuto nella trasmissione Ore 11.

Ghizzoni ha criticato quello che considera un meccanismo mediatico che avrebbe contribuito a individuare troppo rapidamente un colpevole agli occhi dell’opinione pubblica.

«Si è generato un fenomeno mediatico di ricerca del colpevole più facile, in quel momento era Stasi», ha affermato il consulente, sostenendo che il suo assistito sarebbe stato individuato come bersaglio privilegiato del dibattito pubblico.

Una posizione che riflette il punto di vista di Ghizzoni e che riporta al centro una questione delicata: il rapporto tra il racconto giornalistico di un caso giudiziario e il rispetto delle garanzie processuali.

Nel corso degli anni, il delitto di Garlasco è diventato uno dei casi di cronaca giudiziaria più discussi in Italia, alimentando ricostruzioni, confronti tra esperti e interpretazioni spesso contrapposte. In un contesto simile, distinguere tra fatti accertati, ipotesi investigative e opinioni personali rimane essenziale.

De Rensis: «C’è una furia anti Stasi»

L’avvocato ha collegato la nuova vicenda giudiziaria al clima di contrapposizione che, a suo giudizio, continua a caratterizzare il dibattito sul delitto di Chiara Poggi.

«Abbiamo tanto affetto da parte dei nostri concittadini, questo ci genera un maggiore senso di responsabilità. All’interno di media e opinionisti c’è una parte che ha una furia anti Stasi, l’abbiamo vista anche in questi giorni», ha dichiarato.

Il legale ha quindi richiamato la querela precedentemente annunciata dal dottor Garofano, prima di riferire del contatto ricevuto dai Carabinieri.

Le sue dichiarazioni hanno alimentato ulteriormente la discussione sui social network, dove alcuni utenti hanno espresso solidarietà al difensore e sostegno alla sua posizione. Tra i commenti riportati figurano messaggi come «Continui così avvocato, vogliono fermare la verità» e «Tutti con De Rensis».

Si tratta di reazioni di singoli utenti, che testimoniano il coinvolgimento del pubblico ma non costituiscono una valutazione dei fatti contestati né dell’eventuale fondatezza della denuncia.

La nuova inchiesta e la posizione di Alberto Stasi

Sul fondo resta la nuova indagine che coinvolge Andrea Sempio, tornato al centro dell’attenzione nell’ambito degli approfondimenti sul delitto di Garlasco.

È importante distinguere i diversi piani della vicenda: Alberto Stasi resta l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. L’esistenza di nuovi accertamenti investigativi non modifica automaticamente la sentenza definitiva pronunciata nei suoi confronti.

Allo stesso modo, la posizione di Sempio deve essere valutata sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori e delle decisioni dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza.

La nuova denuncia annunciata da De Rensis rappresenta, per ora, un ulteriore elemento di tensione nel confronto pubblico che circonda il caso, ma i suoi contorni restano da chiarire.

Un caso che continua a dividere

A distanza di tanti anni dall’omicidio di Chiara Poggi, Garlasco continua a occupare uno spazio rilevante nel dibattito nazionale. Ogni nuova dichiarazione, ogni passaggio investigativo e ogni confronto televisivo riaccendono l’attenzione su una vicenda che ha segnato profondamente la cronaca giudiziaria italiana.

L’annuncio di Antonio De Rensis aggiunge un nuovo capitolo alle polemiche, riportando in primo piano il rapporto tra avvocati, informazione e opinione pubblica.

Per comprendere la portata della vicenda sarà però necessario attendere ulteriori elementi sulla denuncia riferita dal legale. Fino ad allora, restano centrali la verifica delle informazioni, la distinzione tra dichiarazioni e fatti accertati e il rispetto delle garanzie che accompagnano ogni procedimento giudiziario.