“Come finirebbe se si votasse oggi”. Mentana, sondaggio clamoroso: i numeri dei partiti, chi fa festa

Centrosinistra al 44,9%, centrodestra al 44,1%: la sfida politica si gioca su appena 0,8 punti percentuali. È questo il dato principale che emerge dal sondaggio SWG per il TgLa7, presentato da Enrico Mentana lunedì 26 ottobre 2026. Una rilevazione che fotografa una competizione sempre più serrata tra i due schieramenti, mentre Fratelli d’Italia conserva il primato tra i singoli partiti e le forze esterne alle coalizioni potrebbero assumere un ruolo importante in vista delle elezioni politiche del 2027.

La formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni si attesta al 29,3%, confermandosi nettamente davanti al Partito Democratico di Elly Schlein, che raggiunge il 20,6%. Al terzo posto si colloca il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, con il 12,4%.

Ma a rendere particolarmente interessante il quadro è soprattutto la distanza minima tra le due coalizioni. Il centrosinistra conserva un vantaggio di meno di un punto percentuale sul centrodestra, lasciando aperta una partita nella quale alleanze, candidature e leadership potrebbero fare la differenza.

Fratelli d’Italia vola al 29,3%: il Pd insegue

Il primo partito italiano, secondo la rilevazione, resta Fratelli d’Italia. Con il 29,3%, la formazione di Giorgia Meloni mantiene un vantaggio significativo sul Partito Democratico, fermo al 20,6%.

La distanza tra i due principali partiti è di 8,7 punti percentuali, un margine che conferma il peso elettorale della formazione di governo.

Per il Partito Democratico, invece, la sfida rimane quella di consolidare il consenso e rafforzare la propria posizione all’interno del campo progressista. Il 20,6% rappresenta una base importante, ma il confronto con Fratelli d’Italia evidenzia quanto sia ancora ampio il divario tra le due formazioni.

Alle spalle del Pd si trova il Movimento 5 Stelle, accreditato del 12,4%. Il partito di Giuseppe Conte si conferma quindi una componente fondamentale dell’opposizione, sia per il proprio peso elettorale sia per il ruolo che potrebbe assumere nella costruzione di un’eventuale coalizione alternativa al centrodestra.

Centrosinistra avanti di 0,8 punti: la partita resta apertissima

Il dato più significativo del sondaggio riguarda il confronto tra gli schieramenti. Il centrosinistra raggiunge il 44,9%, mentre il centrodestra si ferma al 44,1%.

La differenza è di appena 0,8 punti percentuali. Un distacco contenuto, che restituisce l’immagine di una competizione sostanzialmente aperta e destinata a essere influenzata dalle scelte politiche dei prossimi mesi.

Nel campo progressista, oltre al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, si colloca Alleanza Verdi e Sinistra, che registra il 6,3%. Seguono Italia Viva al 2,3%, +Europa all’1,4% e Avanti Psi all’1%, oltre alle altre formazioni minori considerate nel totale della coalizione.

La somma dei consensi mostra il potenziale elettorale dell’area progressista, ma non risolve automaticamente il problema della sua organizzazione. Le differenze tra i partiti riguardano infatti programmi, alleanze e strategie, mentre resta aperto il confronto su chi dovrebbe guidare lo schieramento alle prossime elezioni.

Meloni guida il centrodestra: Forza Italia al 7,4%, Lega al 5,4%

Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia rappresenta il principale motore elettorale della coalizione.

Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, si attesta al 7,4%, mentre la Lega di Matteo Salvini raggiunge il 5,4%. Completano il quadro Noi Moderati e Sud Chiama Nord, entrambi all’1%.

Il risultato conferma una distribuzione del consenso fortemente concentrata su Fratelli d’Italia, che mantiene un vantaggio considerevole rispetto agli alleati.

Per Forza Italia e Lega, il peso elettorale registrato dalla rilevazione rappresenta un elemento importante nelle dinamiche interne alla coalizione. Le percentuali dei singoli partiti possono infatti influire sulle trattative relative alle candidature e alla definizione delle priorità programmatiche.

Il centrodestra può comunque contare su una base complessiva del 44,1%, molto vicina a quella del campo progressista. La competizione rimane quindi aperta, anche se il primato di Fratelli d’Italia appare netto nel confronto tra le singole formazioni.

Vannacci al 5,6% e Azione al 3,1%: gli outsider possono cambiare gli equilibri

Un altro elemento di interesse riguarda i partiti che, nella rilevazione, non vengono conteggiati all’interno delle due principali coalizioni.

Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, è accreditato del 5,6%, mentre Azione di Carlo Calenda raggiunge il 3,1%.

Sono percentuali che rendono entrambe le formazioni interlocutori potenzialmente rilevanti nel dibattito sulle alleanze. Il loro posizionamento potrebbe influire sugli equilibri complessivi, soprattutto in una competizione nella quale la distanza tra centrodestra e centrosinistra è inferiore a un punto.

Per Vannacci, il dato indica la presenza di un bacino elettorale autonomo rispetto ai partiti tradizionali. Resta da capire se Futuro Nazionale sceglierà di mantenere questa posizione oppure se, in vista del voto del 2027, avvierà un confronto con uno dei due schieramenti.

Anche Azione si trova davanti a una scelta strategica. Il 3,1% attribuito dal sondaggio potrebbe rafforzare la sua posizione nel dibattito politico, ma non chiarisce quale collocazione il partito deciderà di assumere.

È importante ricordare che un sondaggio fotografa le intenzioni di voto del momento: non permette di stabilire con certezza quali alleanze saranno effettivamente realizzate né quale sarebbe il risultato elettorale in caso di accordi tra le diverse forze.

Schlein o Conte? Nel centrosinistra resta aperta la questione della leadership

Oltre ai numeri, il campo progressista deve affrontare una questione decisiva: la scelta di chi guiderà la coalizione in vista delle prossime elezioni.

Elly Schlein può contare sul Partito Democratico, che rimane la seconda forza politica nazionale secondo la rilevazione. Giuseppe Conte, invece, guida un Movimento 5 Stelle accreditato del 12,4%, un risultato che conferma il peso della formazione pentastellata negli equilibri dell’opposizione.

Il rapporto tra i due leader rappresenta uno dei nodi centrali per la costruzione di un’alternativa al governo Meloni. La questione non riguarda soltanto il consenso dei rispettivi partiti, ma anche la capacità di trovare un accordo su programma, candidature e metodo di selezione del candidato alla presidenza del Consiglio.

Tra le ipotesi che potrebbero entrare nel dibattito ci sono anche le primarie, considerate da una parte del campo progressista uno strumento per individuare una leadership condivisa.

Al momento, tuttavia, non esiste una risposta definitiva. Il sondaggio sulle intenzioni di voto non basta a stabilire chi sarebbe il candidato più competitivo in un’eventuale consultazione interna, né consente di prevedere come si comporterebbero gli elettori di fronte a una scelta concreta.

Elezioni 2027, una sfida ancora tutta da decidere

La rilevazione SWG per il TgLa7 restituisce una fotografia politica nella quale nessuno dei due schieramenti può considerarsi nettamente favorito sulla base del solo dato complessivo.

Il centrosinistra è al 44,9%, il centrodestra al 44,1%, mentre Fratelli d’Italia mantiene il primato tra i partiti con il 29,3%. Il Pd insegue al 20,6% e