“Guardi che lo ha deciso lei, presidente”. Conte, che autogol in diretta: gelato in studio a È sempre Cartabianca
Tensione in diretta a È sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4. Protagonisti del confronto Alessandro Sallusti e Giuseppe Conte, che si sono scontrati sulle responsabilità politiche legate all’aumento della spesa militare italiana e sulle strategie da adottare per garantire la sicurezza del Paese.
Un confronto dai toni accesi, nel quale il direttore di Libero ha chiamato direttamente in causa l’ex presidente del Consiglio, contestando le sue critiche all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il punto di rottura è arrivato quando Conte ha messo in discussione le decisioni dell’attuale maggioranza sulle risorse destinate alla difesa.
«Chi l’ha aumentata, chi?!», ha incalzato il leader del Movimento 5 Stelle, facendo riferimento al governo Meloni. La replica di Sallusti è stata immediata e ha spostato il dibattito sulle scelte compiute negli anni precedenti: «Lei, Presidente! Durante la pandemia».
Una battuta che ha riacceso il confronto e riportato al centro della discussione il periodo in cui Conte era alla guida di Palazzo Chigi.
Spesa militare, Sallusti chiama in causa gli anni del governo Conte
Per sostenere la propria posizione, Sallusti ha richiamato i dati relativi all’evoluzione della spesa militare italiana durante gli anni del governo Conte, in carica dal giugno 2018 al febbraio 2021.
Secondo i numeri citati nel corso della trasmissione, la spesa per la difesa in rapporto al prodotto interno lordo sarebbe passata da circa l’1,2% nel 2018 all’1,58% nel 2020. Anche in termini assoluti sarebbe stato registrato un incremento, da 21,7 a 26,4 miliardi di euro.
Valori utilizzati dal direttore di Libero per contestare la posizione dell’ex premier e sottolineare come l’aumento delle risorse destinate alla difesa non riguardi esclusivamente l’attuale esecutivo.
Occorre tuttavia distinguere tra le diverse modalità di calcolo della spesa militare. Gli stanziamenti previsti nei bilanci nazionali, le somme effettivamente impiegate e le stime elaborate secondo i criteri NATO possono restituire risultati differenti. Anche il rapporto tra spesa militare e PIL risente dell’andamento dell’economia.
Per ricostruire con precisione le responsabilità politiche è quindi necessario confrontare dati omogenei e verificare quali decisioni siano state effettivamente adottate dai singoli governi.
Il confronto si sposta sulla sicurezza e sulle restrizioni durante il Covid
La discussione non si è fermata alla spesa militare. Nel corso del botta e risposta, Sallusti ha allargato il confronto alle politiche di sicurezza e alle misure adottate durante l’emergenza sanitaria.
Il giornalista ha contestato a Conte le critiche rivolte al decreto Sicurezza dell’attuale maggioranza, richiamando le restrizioni introdotte quando l’ex premier era a Palazzo Chigi durante la pandemia.
«Presidente, le domande le faccio io», ha affermato Sallusti, rivendicando il proprio ruolo nel confronto e sottolineando quella che considera una contraddizione tra le posizioni attuali del leader pentastellato e le decisioni prese dal suo governo.
Il riferimento è alle misure adottate per contenere la diffusione del Covid-19, che limitarono temporaneamente gli spostamenti e numerose attività quotidiane. Provvedimenti giustificati dall’esecutivo con la necessità di tutelare la salute pubblica, ma che alimentarono un ampio dibattito sul rapporto tra libertà individuali, sicurezza collettiva e poteri dello Stato.
Sallusti ha utilizzato quel precedente per mettere in discussione la coerenza delle critiche di Conte alle politiche dell’attuale maggioranza. Il confronto ha così assunto una dimensione più ampia, trasformandosi in una contrapposizione sulle scelte compiute dai governi in circostanze considerate particolarmente delicate.
Conte: «Con un governo progressista non ci sarà spazio per la violenza contro i poliziotti»
Dal canto suo, Conte ha cercato di riportare l’attenzione sulle posizioni del Movimento 5 Stelle in materia di ordine pubblico e tutela delle forze dell’ordine.
L’ex presidente del Consiglio ha chiarito che un eventuale governo progressista non dovrebbe lasciare spazio a episodi di violenza contro gli agenti.
«Per essere ancora più chiaro: con un Governo progressista non ci sarà spazio per la violenza contro i poliziotti», ha dichiarato.
Una presa di posizione con cui il leader pentastellato ha ribadito la propria contrarietà alle aggressioni contro le forze dell’ordine, cercando di precisare l’orientamento del suo movimento su un tema particolarmente sensibile nel confronto politico nazionale.
La dichiarazione si inserisce nel dibattito sulle politiche di sicurezza e sulle modalità con cui contrastare i fenomeni di violenza, un terreno sul quale maggioranza e opposizioni continuano a confrontarsi con approcci differenti.
Due fronti di scontro tra maggioranza e opposizioni
Il botta e risposta tra Sallusti e Conte ha messo in evidenza due questioni centrali nella discussione politica italiana: l’aumento delle risorse destinate alla difesa e le strategie per garantire la sicurezza interna.
Sul primo fronte, il direttore di Libero ha richiamato le decisioni prese durante il governo Conte per contestare le critiche rivolte all’esecutivo Meloni. Sul secondo, ha chiamato in causa le restrizioni adottate durante la pandemia, mentre l’ex premier ha ribadito la necessità di contrastare ogni forma di violenza contro gli agenti.
La discussione a È sempre Cartabianca si inserisce così nel più ampio confronto sulle responsabilità dei governi passati e sulle priorità dell’attuale maggioranza. Da una parte, la necessità di valutare l’evoluzione della spesa militare sulla base di dati verificabili; dall’altra, il confronto sulle politiche di ordine pubblico e sul delicato equilibrio tra sicurezza e libertà individuali.









