Caos alla Camera, deputata abbandona l’aula: tensione altissima
ROMA – Momenti di forte tensione alla Camera dei Deputati durante la discussione degli ordini del giorno collegati al Piano Casa. Al centro del confronto, alcune dichiarazioni del deputato Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, che hanno acceso un duro scontro con le forze di opposizione.
Nel corso del dibattito dedicato alle case popolari, Sasso ha affermato: «Nei citofoni delle nostre case popolari non abbiamo più Giuseppe, Maria o Francesco. Abbiamo Omar, Mohamed, Abdul. E questo a noi di Futuro Nazionale non va giù». Parole che hanno immediatamente provocato reazioni indignate tra i banchi del centrosinistra.
Il deputato del Partito Democratico Federico Fornaro ha accusato Sasso di aver superato «un limite», sostenendo che il semplice possesso di «un nome straniero» o l’appartenenza a una determinata religione venga trasformato in un elemento discriminatorio. Fornaro ha inoltre richiamato il precedente storico delle leggi razziali del 1938.
Sulla stessa linea Andrea Casu, anch’egli del PD, che ha denunciato un clima «di chiara matrice razzista», ricordando anche le proteste della deputata Ouidad Bakkali durante gli interventi di Futuro Nazionale. La parlamentare è stata successivamente richiamata all’ordine dalla vicepresidente della Camera, Anna Ascani.
Le critiche sono arrivate anche dalle altre forze di opposizione. Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito «inaccettabile mettere sotto processo cittadini italiani» e ha invitato a far «remigrare» parole che ha qualificato come «razziste, fasciste e naziste». Andrea Quartini del Movimento 5 Stelle ha invece accusato gli esponenti di Futuro Nazionale di utilizzare argomentazioni «impregnate di nazifascismo e odio verso il diverso».
Dal fronte opposto, Rossano Sasso ha respinto con decisione le accuse di razzismo, rivendicando il contenuto del proprio intervento. Secondo il deputato, sostenere che «prima le case popolari vadano agli italiani e molto dopo a bengalesi, pachistani e marocchini» rappresenta una legittima posizione politica e non una discriminazione.
Anche Edoardo Ziello è intervenuto in difesa del collega, sottolineando che la seduta fosse presieduta da Anna Ascani e che, qualora le parole di Sasso fossero state considerate offensive o contrarie al regolamento parlamentare, sarebbe stato possibile un richiamo formale da parte della Presidenza.
La tensione ha raggiunto il culmine con l’abbandono dell’Aula da parte della deputata Ouidad Bakkali. Successivamente, attraverso i social network, la parlamentare ha espresso la propria indignazione: «È stata violata la dignità del Parlamento italiano, sono stati offesi cittadini e cittadine italiane, le persone di origine immigrata e le persone povere».
L’episodio conferma come il tema dell’immigrazione e dell’accesso alle case popolari continui a rappresentare uno dei terreni di maggiore scontro politico, alimentando un confronto sempre più acceso tra maggioranza e opposizioni anche all’interno delle istituzioni parlamentari.