Cadavere con la testa bruciata: brutale omicidio nella Capitale

Era scomparsa da sei giorni e questa mattina il suo corpo è stato trovato privo di vita.

Il cadavere di Amina De Amicis è stato rinvenuto nel terreno davanti al centro commerciale Unico dopo che la protezione civile, coadiuvata da 5 associazioni e dai carabinieri, ha messo in atto tutte le azioni per ritrovarlo. La salma è stata intravista a Ponte di Nona (Roma) verso le ore 10.30 in via don Primo Mazzolari, in posizione supina e in stato di parziale decomposizione all’interno di una buca.

Aveva le gambe piegate e allargate; era vestita ma con la gonna tirata su e gli slip abbandonati accanto. La sua testa risulta essere completamente bruciata. I documenti che portava nel portafogli sono risultati fondamentali per l’identificazione; necessario è stato anche l’utilizzo degli occhiali da vista che al sole diventavano rosa. Sul posto è stata sequestrata la tanichetta di un motorino: potrebbe essere la stessa che utilizzata per contenere il liquido infiammabile. Non sembrerebbero esserci segni di violenza sul corpo.

Ulteriori ed eventuali dettagli verranno forniti in seguito all’autopsia disposta per chiarire le cause del decesso. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Tivoli, coordinati dall’aggiunto Nunzia D’Elia, e il pm Maria Caterina Sgrò.

Il mistero
Non è da escludere che possa trattarsi di una morte accidentale, ma la protezione civile non aveva notato la donna né domenica né lunedì scorso quando erano passati nello stesso terreno per una battuta. Considerate le difficoltà deambulatorie, i familiari ritengono impossibile che l’89enne abbia potuto raggiungere quel posto autonomamente. Il nipote ha affermato: “Sono sei giorni che la cerchiamo. Ieri l’abbiamo cercata coi cani molecolari. L’hanno portata ieri sera”. Amici e parenti sono convinti: “L’hanno portata qui stanotte. Noi fino all’ultimo l’abbiamo cercata e qui passano continuamente i residenti che portano a passeggio i cani”.

Laura, la figlia di Amina, rivela: “Venerdì 13 è andata prima dal medico, poi al bar per una spremuta e da lì all’edicola per acquistare le sue solite riviste. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso tutto il suo percorso, ma a un certo punto è scomparsa e non escludo che mia madre abbia accettato un passaggio”.

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