“Attenzione a chi porti con te in macchina”. Nuova stangata per gli automobilisti, cosa cambia

E’ di queste ore una clamorosa novità che riguarda le regole della circolazione stradale.

Nessuno immaginava che proprio quella scelta avrebbe poi aperto un dibattito enorme.

Dietro quella vicenda si nasconde infatti un principio che potrebbe modificare profondamente il modo in cui verranno giudicati episodi analoghi in futuro. 

Nelle ultime ore il caso è diventato argomento di confronto acceso tra avvocati, assicurazioni e commentatori.

Nuova stangata per gli automobilisti: “Attento a chi porti in macchina”: per quale motivo?

La sentenza del Tribunale civile di Bolzano stabilisce una importante principio che può stravolgere tutto. L’importante sentenza riguarda un grave schianto avvenuto nel 2018 in Alto Adige. Un uomo era salito come passeggero a bordo di un’auto guidata da una persona che aveva assunto una quantità elevata di alcol.

Durante il viaggio il veicolo si scontrò violentemente contro un tir. Il conducente perse la vita, mentre il passeggero riportò conseguenze molto serie. Dopo l’accaduto il passeggero aveva avviato una causa civile contro la compagnia assicurativa sostenendo di non aver ricevuto un risarcimento adeguato rispetto ai danni subiti.

L’assicurazione, però, aveva deciso di ridurre l’importo riconosciuto sostenendo che l’uomo fosse pienamente consapevole dello stato alterato del conducente prima di salire in macchina. Il giudice Andrea Pappalardo ha confermato questa interpretazione, stabilendo che chi accetta di viaggiare con una persona in evidente stato di ebbrezza può essere considerato corresponsabile delle conseguenze di un eventuale sinistro. Quali sono le motivazioni tecniche della sentenza?

Nelle motivazioni della sentenza si sottolinea infatti che “l’accettazione del rischio da parte del trasportato” può giustificare una riduzione del risarcimento economico. La decisione del Tribunale di Bolzano richiama inoltre un precedente importante della Corte di Cassazione. Con la sentenza numero 21896 del 30 luglio 2025, la Suprema Corte aveva già confermato il taglio del 30% del risarcimento ai familiari di un uomo deceduto in uno schianto mentre viaggiava con un conducente che aveva un tasso alcolemico di 1,89 grammi per litro, ben oltre il limite consentito dalla legge.

Secondo i magistrati, in quel caso le condizioni del guidatore erano talmente evidenti da non poter passare inosservate al passeggero, anche perché i due avevano trascorso insieme l’intera serata prima dell’impatto. Una linea giuridica che ora potrebbe avere conseguenze importanti in molte future cause legate agli incidenti stradali e ai risarcimenti assicurativi..