MARCO MENGONI, PURTROPPO POCO FA È USCITA QUESTA NOTIZIA: “È MALATO”

Marco Mengoni, con la sua Due Vite, si è aggiudicato la vittoria della 73esima edizione del Festival di Sanremo. Un artista che ha saputo far breccia nel cuore di tutti, parlando di una coppia che si basta.

L’amore è sempre al centro dei brani di Marco, originario di Ronciglione, in provincia di Viterbo. Una vita dedita alla musica, la sua, che ha indubbiamente un talento innato.

Lo vediamo sicuro, sul palco, con un fisico impeccabile da modello ma, come sempre, ci sono dei lati inediti o poco conosciuti che meritano di essere raccontati.

Chi pensa che la vita di un artista sia tutta rose e fiori, si sbaglia e anche Mengoni ha dovuto combattere con degli spettri che hanno fatto irruzione nella sua esistenza.

All’epoca dei fatti, era ben diverso da come lo vediamo oggi. La sua è una malattia davvero brutta per cui non ci resta che capire bene, attraverso le parole del cantante, di cosa parliamo.

Subito dopo la proclamazione del vincitore, quindi di Marco Mengoni che è riuscito ad incantare platea, telespettatori, sala stampa, ossia tutti, il “Corriere della Sera” ha ripreso un’intervista che l’artista di Ronciglione ha rilasciato a “Sette” lo scorso ottobre.

Il cantante laziale ha svelato di soffrire di dismorfismo corporeo, un disagio psicologico caratterizzato da un’eccessiva preoccupazione per difetti corporei, anche poco appariscenti o visibili agli altri, che lo ha reso a lungo insoddisfatto e insicuro del suo corpo. Nel caso di Marco Mengoni, il dismorfismo è anche “un problema di famiglia”.

Lui stesso, ha raccontato: “Sono cresciuto in una famiglia matriarcale. Nonna Iolanda è rimasta vedova presto e ha fatto la mamma, la nonna e la manager del negozio di famiglia a Ronciglione. Ci teneva all’apparenza, sempre precisa nel trucco e nei capelli, quasi caricaturale. Lei, mamma e zia erano donne bellissime che però nell’intimità soffrivano vedendosi piene di difetti. Si buttavano giù. Quante volte le ho sentite dire ‘quanto so’ brutta’. Mamma ha delle bellissime gambe e non si è mai messa la gonna, per vergogna”.

Quello che vediamo oggi sul palco dell’Ariston o ai concerti in tutto il mondo, è un ragazzo dal fisico statuario ma non è sempre stato così, poiché pesava 106 chili, aveva i capelli lunghi che gli coprivano il volto (in modo da nascondersi) e non percepiva nessuna differenza tra bellezza soggettiva e oggettiva. Si vergognava, fino a quando, grazie alla psicoterapia e al potere della musica, ha imparato ad accettarsi e ad essere felice quando gli altri gli dicono che è bello.

Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo è davvero una brutta bestia poiché chi ne è colpito è vittima di preoccupazioni che, per gli amici e i familiari, non hanno ragion d’essere ma che per Marco, rappresentano un ostacolo alla vita quotidiana, ai comportamenti. Chi ne soffre può arrivare a provare stati d’ansia, depressione, isolamento sociale, disturbi del comportamento alimentare. Allo stato attuale, il disturbo si cura con la terapia cognitivo-comportamentale, con la terapia di gruppo e, nei casi più gravi e invalidanti, con la somministrazione di farmaci ansiolitici e antidepressivi.