L’inizio di settembre potrebbe dunque proseguire nel segno dell’estate. Secondo le tendenze riportate dalla fonte, l’anticiclone africano resterà defilato alle basse latitudini mediterranee, continuando però a influenzare soprattutto il Centro-Sud. Il risultato sarebbe una fase stabile e caratterizzata da temperature ancora elevate, con valori diffusamente superiori ai 30°C.
La situazione potrebbe essere differente al Nord, dove l’area anticiclonica lascerebbe maggiormente spazio alle infiltrazioni umide provenienti dall’Atlantico. Alpi, Prealpi e Piemonte sarebbero le zone più esposte al rischio di rovesci e temporali, occasionalmente anche intensi, con possibili interessamenti della Pianura Padana.
A rendere particolare il quadro meteorologico è anche la situazione del Mediterraneo. Dopo mesi caratterizzati da temperature molto elevate, il mare avrebbe accumulato un surplus termico significativo rispetto alla norma. Questo calore continua a essere trasferito all’atmosfera, contribuendo a mantenere temperature insolitamente elevate anche con l’avvicinarsi dell’autunno meteorologico.
La vera novità potrebbe però arrivare più avanti. Le tendenze a lungo termine intravedono infatti il cosiddetto “sblocco atlantico”: tra il 15 e il 20 settembre potrebbe riprendere il flusso perturbato dall’Atlantico verso l’Europa e il Mediterraneo. Diverse perturbazioni potrebbero così interrompere la fase mite e stabile, favorendo il ritorno delle precipitazioni, localmente anche abbondanti.
Il passaggio di aria più fresca sopra un Mediterraneo ancora molto caldo potrebbe inoltre aumentare i contrasti termici e favorire fenomeni atmosferici intensi. Si tratta comunque di una tendenza ancora da confermare: le previsioni a questa distanza non consentono di stabilire con precisione né le tempistiche né le zone maggiormente coinvolte. I prossimi aggiornamenti saranno quindi decisivi per capire se e quando arriverà davvero la svolta.


