Furia Meloni su Salvini: lo strappo con Mosca fa infuriare la premier. E l’ambasciatore russo applaude

Matteo Salvini torna a puntare sul dialogo con Mosca e la sua iniziativa riapre un fronte delicato all’interno della maggioranza. Lunedì 14 settembre, a Milano, il vicepremier e leader della Lega ha incontrato alcuni imprenditori italiani che continuano a operare in Russia, rilanciando la necessità di mantenere aperti i canali economici e diplomatici con il Cremlino.

All’appuntamento ha preso parte, nelle battute finali, anche l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov. Dal entourage di Salvini è stato precisato che il diplomatico sarebbe arrivato soltanto alla fine dell’incontro, limitandosi a un saluto. La presenza dell’ambasciatore, tuttavia, ha dato ulteriore peso politico a un’iniziativa che, secondo la ricostruzione della stampa, non sarebbe stata concordata preventivamente con Giorgia Meloni. La Repubblica riferisce che la premier avrebbe accolto con forte irritazione la mossa del vicepremier.

Salvini: «Bisogna tornare a parlare con Mosca»

Il punto centrale dell’incontro è stato il rapporto tra Italia, Russia e imprese. Salvini ha ribadito la necessità di tutelare le aziende italiane che continuano a lavorare sul mercato russo e ha sostenuto l’opportunità di non interrompere definitivamente i rapporti economici con Mosca.

La posizione del leader leghista non è nuova. Già nei mesi scorsi Salvini aveva sostenuto che le sanzioni non avessero portato alla fine della guerra e aveva indicato il negoziato come la strada per arrivare alla conclusione del conflitto. In luglio, intervenendo all’assemblea di Gim Unimpresa, aveva inoltre definito la rinuncia al gas russo irrilevante rispetto all’obiettivo di porre fine alla guerra e penalizzante per imprese ed economia.

A Milano il vicepremier è tornato anche sul tema energetico, aprendo alla possibilità che, una volta terminato il conflitto, l’Italia possa nuovamente acquistare gas dalla Russia. Salvini ha inoltre espresso contrarietà a un eventuale blocco dei visti turistici per i cittadini russi e ha insistito sulla necessità di riportare la diplomazia al centro del confronto.

Il messaggio rilanciato dai media russi

La posizione di Salvini ha trovato ampio spazio sui media russi. Il leader della Lega ha rilasciato interviste alla Tass e ad altri organi di informazione russi, sostenendo anche la possibilità che l’Italia possa avere un ruolo nel favorire il dialogo tra Mosca e Kiev.

Il vicepremier ha ribadito, allo stesso tempo, che la Russia deve rispettare il diritto internazionale e porre fine all’invasione dell’Ucraina. La sua posizione viene dunque presentata come favorevole alla ripresa del dialogo e dei rapporti economici, ma inserita nella prospettiva di una conclusione negoziata del conflitto.

L’ambasciatore russo applaude all’iniziativa

Da Mosca sono arrivati segnali particolarmente favorevoli. L’ambasciatore russo in Italia Aleksej Paramonov ha definito l’incontro milanese come l’inizio di un possibile ritorno al «realismo, al pragmatismo e al buon senso» nei rapporti con la Russia.

Il diplomatico ha inoltre auspicato che le posizioni emerse durante l’incontro possano essere portate all’attenzione degli altri vertici del governo italiano e dei ministri competenti. Paramonov ha criticato duramente la politica sanzionatoria dell’Unione europea, sostenendo che la rottura dei rapporti con Mosca abbia prodotto conseguenze negative per gli scambi commerciali ed energetici.

Le parole dell’ambasciatore hanno contribuito ad aumentare la rilevanza politica dell’incontro, proprio perché arrivano da un rappresentante ufficiale del Cremlino in Italia.

Il Cremlino frena sul ritorno del gas

Più prudente, invece, la posizione arrivata direttamente dal Cremlino sul possibile ritorno delle forniture di gas russo in Europa.

Il portavoce Dmitry Peskov ha spiegato che eventuali nuove forniture dipenderebbero dalla disponibilità dei volumi e dalla convenienza economica. Una parte significativa delle esportazioni russe, ha ricordato il Cremlino, è stata infatti indirizzata verso altri mercati.

L’apertura di Salvini non si traduce quindi, al momento, in un’immediata prospettiva di ripresa delle forniture: si tratta piuttosto di una posizione politica sul possibile scenario successivo alla fine del conflitto.

Il nodo dentro la maggioranza

La questione russa torna così a intrecciarsi con gli equilibri interni al governo Meloni. Salvini e la Lega hanno mantenuto negli ultimi mesi una linea favorevole alla ricerca di un negoziato e critica nei confronti dell’efficacia delle sanzioni, mentre la politica estera del governo resta ancorata alle posizioni dell’Italia nell’Unione europea e nell’Alleanza atlantica.

L’iniziativa di Milano aggiunge quindi un nuovo elemento di confronto all’interno della maggioranza, soprattutto per il rilievo assunto dalla presenza dell’ambasciatore russo e per le successive interviste di Salvini ai media di Mosca. Le cronache politiche hanno riportato un certo gelo nel centrodestra rispetto alle aperture del leader leghista.

La concorrenza alla destra della Lega

Sul piano politico interno, la questione russa si intreccia anche con la competizione a destra della Lega. Il movimento Futuro Nazionale guidato da Roberto Vannacci sostiene posizioni favorevoli alla cancellazione delle sanzioni contro Mosca e alla ripresa dei rapporti energetici con la Russia.

Il tema rappresenta dunque anche un terreno sul quale la Lega sta marcando la propria posizione. Salvini torna a mettere al centro il rapporto con le imprese italiane presenti in Russia, il costo economico delle sanzioni e la possibilità di riaprire i canali commerciali dopo la fine della guerra.

La partita, però, non riguarda soltanto i rapporti con Mosca. Le parole di Salvini riportano infatti il dossier russo al centro del dibattito interno alla maggioranza e riaprono il confronto sulla linea che l’Italia dov Milano, seguito dalle dichiarazioni di Salvini e dal plauso dell’ambasciatore Paramonov, ha reso nuovamente evidente la distanza tra le diverse sensibilità presentirà mantenere nei confronti della Russia e dell’Ucraina.

Per ora, l’unico punto fermo è che il tema è tornato sul tavolo del governo. E l’incontro di Milano, seguito dalle dichiarazioni di Salvini e dal plauso dell’ambasciatore Paramonov, ha reso nuovamente evidente la distanza tra le diverse sensibilità presenti nella maggioranza sulla politica nei confronti di Mosca.

Se vuoi, posso anche prepararti una versione più “da prima pagina”, con titolo più forte, occhiello e sommario, mantenendo comunque un’impostazione giornalistica e non propagandistica.