Patente, cambia tutto per gli anziani: le novità del Codice della strada

Un capitolo della riforma punta a stringere le maglie sui rinnovi per i conducenti più anziani. Tra le restrizioni previste: stop alle autostrade, spostamenti entro 100 km e tolleranza zero sull’alcol, salvo il via libera della Commissione medica.

La revisione del Codice della strada non punta i riflettori soltanto sui neopatentati e sui giovani. Nel testo-base della riforma trova spazio un capitolo dedicato interamente agli automobilisti over 80, per i quali il rinnovo della patente di guida potrebbe non rimanere una semplice prassi medica, ma trasformarsi in un percorso caratterizzato da controlli sanitari più approfonditi e da precise limitazioni operative.

L’impianto delle modifiche si concentra in particolare sul superamento della soglia dei 70, 80 e 85 anni, introducendo nuovi criteri per l’accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari a mettersi al volante.

Come funziona oggi e cosa cambia fino ai 90 anni

Attualmente, per le patenti ordinarie (A e B) la validità è scalata per fasce d’età: rinnovo ogni 10 anni fino ai 50, ogni 5 anni fino ai 70, ogni 3 anni fino agli 80 e ogni 2 anni superati gli 80 anni.

La proposta di riforma manterrebbe le scadenze temporali sostanzialmente invariate fino agli 80 anni. Superata questa soglia, però, l’iter di rinnovo biennale dovrebbe essere obbligatoriamente accompagnato da una certificazione rilasciata da un medico geriatra.

Le novità più stringenti scatterebbero dopo gli 85 anni:

  • Dai 85 ai 89 anni: rinnovo biennale, ma legato a limitazioni alla guida.

  • Dai 90 anni in poi: il rinnovo diventerebbe annuale, sempre con l’applicazione delle restrizioni.

Le tre limitazioni automatiche dopo gli 85 anni

Se il rinnovo venisse effettuato secondo la modalità ordinaria — ovvero tramite il medico monocratico delle autoscuole, delle agenzie di pratiche auto o delle ASL — per gli automobilisti ultraottantacinquenni scatterebbero automaticamente tre restrizioni, da riportare sulla patente tramite specifici codici comunitari:

  1. Limite territoriale (Codice 62): guida consentita entro un raggio massimo di 100 chilometri dalla residenza o dimora abituale.

  2. Divieto di autostrada (Codice 67): impossibilità di circolare sulle arterie autostradali.

  3. Tolleranza zero sull’alcol (Codice 68): divieto assoluto di mettersi alla guida dopo aver assunto bevande alcoliche.

L’alternativa della Commissione Medica Locale

Il testo-base prevede comunque una via d’uscita per chi vuole conservare la piena libertà di guida. L’automobilista potrà scegliere di sottoporsi alla verifica dei requisiti presso la Commissione Medica Locale (CML) anziché ricorrere al singolo medico.

In questo caso, il conducente dovrà autorizzare l’accesso al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico. Valutato il quadro clinico completo e le effettive capacità psicofisiche del guidatore, la Commissione avrà il potere di valutare caso per caso, decidendo se applicare le restrizioni, ridurle oppure eliminarle del tutto, rilasciando una patente priva di vincoli.

L’incognita dei decreti attuativi e dei tempi

Sulla reale applicazione della misura pesa tuttavia un’incognita procedurale. Il testo stabilisce che i criteri operativi con cui la Commissione Medica Locale dovrà effettuare le valutazioni saranno definiti solo in seguito da un decreto congiunto del Ministero della Salute e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Dato che tale decreto potrà essere emanato soltanto dopo l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada, rischia di verificarsi un vuoto temporale. Senza una procedura operativa già definita, la riforma potrebbe determinare una fase transitoria in cui gli automobilisti over 85 vedrebbero applicarsi le limitazioni automatiche senza avere immediata possibilità di far riesaminare il proprio caso dalla Commissione medica.