Lorena Isceri, funerale in Salento con maxischermi: la mamma stringe il suo orsacchiotto

Un silenzio carico di commozione e dolore ha accolto l’arrivo della bara bianca davanti alla chiesa di Maria Regina a Squinzano. Attorno al feretro, fin dai primi momenti, si sono stretti i familiari più cari: la madre Antonietta, che ha tenuto forte a sé un piccolo orsacchiotto bianco risalente all’infanzia della figlia, e il padre Franco, china sul legno chiaro per un ultimo, straziante bacio. Un addio intimo e composto per ricordare Lorena Isceri, la donna strappata alla vita dall’ex compagno dopo essere stata rapita sotto casa, rinchiusa nel bagagliaio dell’auto e lanciata da un cavalcavia lungo l’autostrada A1.
Per consentire ai familiari di raccogliersi in preghiera e vivere privatamente questi primi drammatici istanti, la camera ardente allestita all’interno della chiesa è stata inizialmente riservata solo ai parenti stretti. Fuori, intanto, un intero paese ha manifestato la propria vicinanza con gesti semplici ma emblematici: balconi e abitazioni sono stati adornati con teli e fiocchi rossi, mentre gli amici più cari hanno preparato due grandi immagini con il volto di Lorena, una collocata all’ingresso dell’edificio sacro e l’altra al suo interno.

Il cordoglio delle istituzioni e la partecipazione cittadina
Per permettere a tutti di seguire le esequie, l’amministrazione comunale di Squinzano ha predisposto un maxi schermo nel piazzale antistante la chiesa. In concomitanza con la cerimonia, le attività commerciali del paese hanno sospeso temporaneamente il lavoro in segno di rispetto e lutto, mentre l’apertura della funzione è stata data da un minuto di silenzio.
Presente alla cerimonia anche il gonfalone della città, affiancato da numerosi sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali. In Prefettura si è svolto un tavolo dedicato alla gestione del piano di sicurezza per regolamentare la grande affluenza prevista. Il ricordo di Lorena resta fortemente legato alla sua bontà e alla costante ricerca del dialogo, valore in cui credeva fermamente anche nei momenti più complessi della sua vita.
Le iniziative per la memoria: fiaccolata e luci rosse
L’omaggio a Lorena Isceri non si concluderà con il rito funebre. Dopo un primo momento di preghiera svolto a Casalabate — luogo in cui Lorena aveva trascorso un periodo di vacanza prima di rientrare a Firenze —, per la serata di venerdì è stata promossa una fiaccolata commemorativa. Il corteo prenderà il via alle ore 20:00 da via De Pietro per raggiungere piazza Vittoria, terminando proprio davanti alla panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza di genere.
Inoltre, per tutto il mese di settembre, la facciata del Palazzo dell’Orologio in piazza Plebiscito rimarrà illuminata di rosso: un segno tangibile e costante per mantenere viva la memoria di Lorena e ribadire il rifiuto di ogni forma di femminicidio.