Incident* Rieti-Terni: la scoperta da brividi su una delle vittim*

L’incidente avvenuto lungo la Rieti-Terni continua a suscitare profonda commozione in tutta Italia.

Con il passare delle ore emergono nuovi dettagli sulle persone coinvolte e sulle loro storie.

Le testimonianze di amici e conoscenti stanno ricostruendo il profilo di persone stimate, il cui ricordo resta vivo in quanti le hanno conosciute.

Proprio in questi minuti è appena venuta fuori una scoperta da brividi su una delle povere vittime.

Con il trascorrere delle ore, la ricostruzione dell’incidente avvenuto sulla Rieti-Terni si arricchisce di particolari che restituiscono il volto umano di chi non è più tornato a casa. Lo scontro tra un bus-navetta e un camper ha coinvolto decine di persone e ha lasciato un segno profondo nelle comunità umbre e laziali.

Tra le persone coinvolte figurano Federico Romualdi, autista del bus-navetta di 49 anni, e la coppia composta da Giampiero Colasanti e Daniela Bellanca, che stava facendo rientro dall’Abruzzo a bordo del camper. Un viaggio breve, come molti altri che i due erano soliti affrontare nel Centro Italia.

Federico Romualdi lavorava da poco per la ditta Troiani, dopo aver maturato esperienza come autista presso altre aziende del settore. I colleghi lo ricordano come una persona estremamente attenta e scrupolosa, abituata a controllare con precisione ogni dettaglio del mezzo prima di partire, qualità che gli avevano fatto conquistare la stima di chi lavorava con lui.

A colpire particolarmente è stata però la storia di Giampiero Colasanti, conosciuto da tutti a Narni con il soprannome di “Scintilla“. Artigiano molto apprezzato, era anche uno dei punti di riferimento della storica Corsa all’Anello, manifestazione alla quale dedicava tempo ed energie da molti anni.

Gli organizzatori della manifestazione lo hanno ricordato con un lungo messaggio di cordoglio, definendolo un pilastro della segreteria tecnica, capo scorta del Corteo Storico e persona sempre disponibile. Hanno sottolineato la sua precisione, la gentilezza e le straordinarie capacità meccaniche messe al servizio dell’evento. Un ricordo che racconta quanto fosse stimato ben oltre il suo lavoro e che rende ancora più evidente il vuoto lasciato dalla sua scomparsa.