Chi è davvero Mario Roggero

Mario Roggero è un gioielliere piemontese che negli ultimi anni è diventato uno dei volti più discussi della cronaca italiana. La sua vicenda ha acceso un acceso confronto sul tema della legittima difesa, coinvolgendo magistratura, politica e opinione pubblica.

Oggi, dopo la sentenza definitiva della Cassazione, il suo nome è tornato al centro del dibattito nazionale. La sua storia ha assunto una rilevanza nazionale dopo quanto accaduto nell’aprile del 2021, episodio che ha segnato profondamente la sua vita e dato origine a un lungo percorso giudiziario durato oltre cinque anni.

Tutto è iniziato il 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nel suo negozio armati di una lama e di una pistola giocattolo. Dopo essersi impossessati di gioielli e denaro, i malviventi uscirono dall’attività commerciale tentando di allontanarsi.

Roggero li inseguì all’esterno e fece uso della pistola che deteneva regolarmente, colpendo i tre uomini. Da quel momento il caso è diventato uno dei più discussi degli ultimi anni sul tema della legittima difesa.

Ma chi è davvero Mario Roggero e come si è conclusa la lunga vicenda giudiziaria che lo riguarda?

Dopo anni di processo, il 15 luglio la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna nei confronti di Mario Roggero, confermando la pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione e accogliendo la richiesta della Procura generale. È stata inoltre confermata la somma prevista a titolo di provvisionale, pari a 480 mila euro.

Il commerciante, 72 anni, vive e lavora a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, dove per decenni ha gestito la gioielleria di famiglia. Secondo i giudici, quando Roggero fece partire i colpi l’azione dei malviventi era ormai terminata. Nelle motivazioni della sentenza d’appello, successivamente confermata, si evidenzia infatti che i tre stavano già cercando di allontanarsi a bordo della loro auto e che, di conseguenza, non sussistevano i presupposti della legittima difesa previsti dall’ordinamento.

Il percorso processuale era iniziato con la sentenza della Corte d’Assise di Asti, che aveva condannato il gioielliere a 17 anni di reclusione, escludendo la legittima difesa ma riconoscendo alcune attenuanti. In appello la pena era stata ridotta a 14 anni e 9 mesi, decisione poi confermata definitivamente dalla Cassazione.

Nel frattempo il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata a valutare un’eventuale concessione della grazia. Il fratello del gioielliere, Dante Roggero, ha spiegato che Mario si costituirà non appena diventerà ufficiale il provvedimento di carcerazione, mentre sul piano politico continuano le richieste di clemenza avanzate da diversi esponenti del centrodestra.

La vicenda di Mario Roggero continua così a rappresentare uno dei casi più emblematici del confronto tra diritto alla difesa, limiti imposti dalla legge e ruolo delle istituzioni. Un dibattito destinato a proseguire anche dopo la conclusione definitiva del processo.