“Questo bambino non lo voglio più”. Calci alla pancia della compagna incinta

Dietro le porte di una casa apparentemente serena come molte altre, si è consumata una vicenda capace di lasciare segni profondi. Una storia fatta di  paure e momenti difficili che ora stanno emergendo.

Chi viveva quella quotidianità avrebbe raccontato una realtà ben diversa da quella mostrata all’esterno. Una situazione delicata, rimasta a lungo nascosta, fino a quando, gradualmente, è emersa  in tutta la sua inaudita crudeltà, finendo sotto gli occhi di milioni di utenti, increduli e sconcertati.

Le autorità hanno iniziato a ricostruire una serie di episodi che hanno acceso l’attenzione degli investigatori e ne è venuto fuori uno scenario agghiacciante, reso ancora più grave e spietato dallo stato interessante della donna, purtroppo, protagonista di quest’assurda vicenda ripresa dalla cronaca.

Man mano che gli inquirenti mettono assieme i tasselli  del caso, emergono  elementi che rendono ancora più complesso e doloros* il quadro che si sta delineando.

Questo bambino non lo voglio più”. Queste le parole rese da un uomo che ha preso a calci alla pancia la compagna incinta.  

Un caso di cronaca che fa venire la pelle d’oca, quello che è stato ripreso da autorevoli testate giornalistiche nazionali . Un 25enne aretino indagato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna convivente. Il gip di Perugia Margherita Amodeo ha disposto per lui il braccialetto elettronico.

Secondo la Procura, l’uomo avrebbe avuto atteggiamenti violenti e minacciosi nei confronti della donna, madre dei suoi due figli. Gli episodi contestati sarebbero avvenuti tra il 2025 e giugno 2026.

Tra gli episodi riportati negli atti c’è quello del luglio 2025, quando la compagna sarebbe stata aggredita durante la gravidanza della seconda figlia. L’accusa sostiene che l’uomo l’avrebbe colpita alla pancia dopo un litigio, dicendole:  «Io questo bambino non lo voglio più, è stato un errore».

Un altro episodio, invece,  risalirebbe al novembre 2025: la donna sarebbe stata insultata, colpita con oggetti trovati in casa e schiaffeggiata. In seguito sarebbe stata costretta a uscire dall’abitazione e rimanere fuori.

Gli accertamenti medici avrebbero evidenziato lesioni con una prognosi di dieci giorni, tra cui contusioni alla mano e al polso. Il giudice ha confermato l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento. La decisione è arrivata dopo la richiesta della Procura. Marco Gentili, difeso dall’avvocato Marco Gentili, non si sarebbe presentato all’udienza di convalida. Le accuse restano al vaglio dell’autorità giudiziaria. Una storia forte, questa, una storia che mostra come l’apparenza  sia ben diversa dalla realtà, consumatasi all’interno delle mura domestiche.