“L’altro virus è in Italia”. Dopo West Nile, nuovo allarme: come si trasmette e sintomi del Chikungunya
L’Italia si trova di fronte a una nuova emergenza sanitaria: il virus Chikungunya, trasmesso dalla zanzara tigre, è stato ufficialmente rilevato sul territorio nazionale. Il primo caso confermato si è verificato a Bentivoglio, nel Bolognese, e rappresenta il primo esempio di trasmissione autoctona del virus nel nostro Paese. La notizia ha immediatamente attivato le misure straordinarie di contenimento e prevenzione da parte delle autorità sanitarie locali e regionali.
Il paziente, residente nella frazione di San Marino di Bentivoglio, aveva recentemente soggiornato in un Paese tropicale considerato ad alto rischio. Dopo aver manifestato i sintomi, è stato sottoposto a diagnosi e si è scoperto che si trattava di un “caso zero”, ovvero il punto di partenza di un possibile focolaio locale. Le autorità sanitarie hanno già avviato operazioni di disinfestazione e profilassi d’emergenza nelle zone coinvolte, anche considerando che il soggetto ha soggiornato anche a Rovigo, in Veneto, aumentando la preoccupazione di una possibile diffusione.
Cos’è il Chikungunya e quali sono i rischi
Il virus Chikungunya, il cui nome deriva da una parola della lingua makonde che significa “ciò che si piega”, si caratterizza per i dolori articolari intensi che costringono i pazienti a una postura curva. Dopo un’incubazione di 4-8 giorni, i sintomi più comuni includono febbre alta, nausea, stanchezza, eruzioni cutanee e dolori articolari invalidanti. In alcuni casi, possono insorgere complicazioni neurologiche o cardiache. Attualmente, non esiste un trattamento specifico o un vaccino disponibile, e le terapie si limitano a gestire i sintomi con antipiretici, analgesici e riposo.
L’epidemia e la diffusione globale
L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che il picco epidemico di Chikungunya ha avuto origine nei primi mesi del 2025 a La Réunion, un’isola francese nell’Oceano Indiano. Da lì, il virus si è rapidamente diffuso in Madagascar, Kenya, India e nel Sud-est asiatico. In Europa, la situazione si è aggravata: in Francia sono stati registrati 833 casi importati e almeno 12 focolai locali, soprattutto nel Sud del Paese, dove le condizioni climatiche favoriscono la proliferazione della zanzara tigre.
Situazione in Italia e rischi futuri
In Italia, i dati aggiornati al 22 luglio indicano 30 casi confermati di Chikungunya dall’inizio dell’anno. La maggior parte di questi sono legati a viaggi in aree endemiche, ma il caso di Bentivoglio rappresenta il primo contagio autoctono, sollevando preoccupazioni sulla possibilità di una diffusione endemica. Parallelamente, l’Istituto Superiore di Sanità monitora anche altri virus veicolati dalle zanzare, come la Dengue, con 96 casi registrati, di cui tre trasmessi in Italia.
Fattori di rischio e misure di prevenzione
Tra i fattori che favoriscono la diffusione di queste malattie vi sono i cambiamenti climatici, che rendono le estati più calde e umide, la globalizzazione, che aumenta i viaggi internazionali, e l’urbanizzazione incontrollata, spesso caratterizzata da acque stagnanti ideali per la proliferazione delle zanzare. La zanzara Aedes, principale vettore, è ormai diffusa in gran parte della Penisola e rappresenta una minaccia concreta.
Le autorità sanitarie raccomandano misure di prevenzione fondamentali: eliminare ogni possibile ristagno d’acqua, usare repellenti e zanzariere, indossare abiti chiari e lunghi, soprattutto durante le ore diurne, quando le zanzare sono più attive. I medici di base sono stati allertati per riconoscere tempestivamente i sintomi e segnalare eventuali casi sospetti.




