“Ho sempre pensato…”. Selvaggia Lucarelli a gamba tesa su Sigfrido Ranucci: esplode la polemica

Il caso Ranucci-Lavitola continua ad alimentare il dibattito pubblico e, nelle ultime ore, si arricchisce anche dell’intervento di Selvaggia Lucarelli. La giornalista ha scelto di ripercorrere un episodio di circa due anni fa per spiegare le ragioni che, all’epoca, l’avevano spinta a non commentare pubblicamente le proteste di Sigfrido Ranucci sulla gestione di Report.
Lucarelli ricorda la partecipazione alla presentazione dei palinsesti Rai, dove era presente come componente del cast di Ballando con le Stelle. «Un’ultima ruota del carro», si definisce oggi, ricordando il ruolo che ricopriva in quell’occasione.
Durante l’evento, un cronista le aveva chiesto un commento sulla protesta di Ranucci, che contestava quello che considerava un depotenziamento di Report. Lucarelli, però, aveva preferito non rispondere. Una scelta che, nei giorni successivi, aveva attirato l’attenzione sui social e anche tra gli stessi giornalisti.
«Ci fu persino chi, tra i giornalisti, mi chiese conto di quella mancata risposta», racconta oggi Lucarelli, ricordando come il suo silenzio fosse stato interpretato da alcuni come una forma di «gelo» nei confronti del conduttore o come una manifestazione di scarso coraggio.
La giornalista sostiene invece che dietro quella scelta ci fosse una motivazione precisa: «Perché su Sigfrido Ranucci ho sempre avuto molte riserve. Umane e professionali».

Le riserve sulla gestione di Report
Nel suo intervento, Lucarelli non si limita all’episodio dei palinsesti Rai, ma amplia la propria ricostruzione alle dinamiche interne alla redazione di Report.
La giornalista riferisce alcune confidenze che, secondo il suo racconto, le sarebbero state fatte da una collega che avrebbe avuto una relazione con Ranucci. Da queste testimonianze, sostiene Lucarelli, sarebbero emersi interrogativi sulla gestione delle risorse umane e delle collaborazioni all’interno della redazione.
Nel suo racconto vengono richiamati anche episodi risalenti al 2019 e alcuni passaggi che, secondo Lucarelli, troverebbero riferimenti nell’autobiografia di Ranucci, La scelta.
La giornalista cita inoltre una donna proveniente dall’ambiente Cisl, che nella sua ricostruzione potrebbe aver avuto un ruolo come fonte per l’inchiesta di Report del 2020, Gli insindacabili. A sostegno del proprio racconto, Lucarelli richiama anche presunti riscontri fotografici risalenti al settembre 2020, in occasione del Premio Colalucci, e la conoscenza tra Ranucci e la donna, che collocherebbe già nel 2019.
Si tratta, va sottolineato, di elementi e interpretazioni riportati da Lucarelli e che non vanno confusi con gli accertamenti dell’inchiesta giudiziaria relativa all’attentato contro Ranucci.
La recensione a cinque stelle su Amazon
Tra gli episodi ricordati dalla giornalista c’è anche quello relativo alla pubblicazione di La scelta, autobiografia di Ranucci.
Lucarelli racconta di uno screenshot relativo a una recensione entusiastica, da cinque stelle, firmata con il nome «Emilio Cresci». Secondo quanto sostiene la giornalista, tuttavia, l’account dal quale sarebbe stata pubblicata la recensione risultava registrato a nome di Sigfrido Ranucci.
La recensione, sempre secondo il racconto di Lucarelli, sarebbe stata successivamente rimossa. L’episodio viene utilizzato dalla giornalista per formulare ulteriori critiche nei confronti del conduttore, arrivando a parlare di «mitomania» e «narcisismo» e richiamando anche presunti commenti di colleghi ed ex collaboratori di Report.
Il caso Lavitola e il nuovo dibattito su Ranucci
L’intervento di Selvaggia Lucarelli arriva in una fase particolarmente delicata per Sigfrido Ranucci, dopo le dichiarazioni di Valter Lavitola sull’attentato contro il conduttore.
Lavitola ha dichiarato di essere il mandante dell’attentato e ha sostenuto di averlo organizzato con l’obiettivo di ottenere un rafforzamento della scorta destinata a Ranucci. Dichiarazioni che hanno contribuito a riaccendere l’attenzione mediatica e politica sulla vicenda.
In questo contesto, il racconto di Lucarelli introduce un ulteriore livello di discussione, concentrandosi non tanto sull’attentato e sulle responsabilità che saranno eventualmente accertate nelle sedi competenti, quanto sul profilo professionale e personale di Ranucci e sui rapporti che, secondo la giornalista, avrebbe avuto negli anni con collaboratori e colleghi.
Le affermazioni di Lucarelli restano dunque una ricostruzione e una valutazione personale, da distinguere dai fatti che saranno oggetto degli accertamenti giudiziari. Il suo intervento, tuttavia, riporta al centro del confronto anche le polemiche che negli anni hanno accompagnato la figura del conduttore di Report, aggiungendo un nuovo capitolo al caso che coinvolge Ranucci e Lavitola.