Virus, il Regno Unito si fà beffa dell’Italia: ma sprofonda sotto il Covid-19


La gestione dei contagi in Italia poteva essere migliore ma dopotutto il Paese non se l’è cavata così male, anche grazie all’impegno degli italiani che sono stati, e continuano a essere, ligi alle indicazioni del governo.

Dal lockdown di marzo fino all’utilizzo delle mascherine di oggi, la maggior parte degli italiani ha rispettato le consegne, anche se queste all’estero vengono considerate quasi ridicole e motivo di scherno. Lo dimostra un articolo pubblicato sul sito del Telegraph, uno dei principali quotidiani nazionali del Regno Unito, a firma di uno dei suoi commentatori.

Fa sorridere che la morale all’Italia arrivi proprio dal Regno Unito, dove nelle ultime 24 ore si sono registrati più di 4.400 casi, che segnano il “punto critico” secondo il ministro della Salute britannico Matt Hancock, tanto da valutare “misure più restrittive” nel Paese per rallentare i contagi. La situazione è talmente problematica, che Hancock ha ammesso esista una discussione su un lockdown a Londra. “Non sono un fan della politica sulle maschere della Gran Bretagna, imposta molto tempo dopo che l’epidemia aveva raggiunto il picco e nonostante la mancanza di prove decenti per la loro efficacia. Tuttavia, le regole italiane la rendono positivamente sensata”, afferma Oliver Smith, giornalista di viaggi del Telegraph.

Smith trova ridicola la regola delle mascherine all’aperto obbligatorie dalle 18 alle 6 del mattino, “solo quando viene chiamato”, ancor di più lo è l’utilizzo stesso all’aperto “nonostante la chiara prova che il rischio di contrarre il Covid all’aperto sia svanito”. Secondo lui, poi, gli italiani sarebbero così impauriti dalla multa che “le maschere sono indossate dalla stragrande maggioranza, all’interno e all’esterno, e non solo la sera, ma anche durante il giorno. Anche quando c’è il sole e 30 gradi. Anche quando il distanziamento sociale è eminentemente possibile. In breve, è un posto molto masky. Più simile, nella mia mente, a un vasto ospedale all’aperto che a una destinazione di vacanza davvero rilassante”.

Se la regola sulle mascherine all’aperto dopo le 18 è ridicola per Smith, quelle per i ristoranti lo sono ancora di più: “Gli italiani amano il loro cibo e amano parlare ad alta voce. Ogni ristorante che abbiamo visitato era pieno di tavoli con persone felici che sbaffavano gli spaghetti, urlando al tavolo, flirtando in modo oltraggioso e ridendo allegramente. Raduna 100 italiani in un ristorante e presto avrai particelle respiratorie ovunque”. Stereotipi e luoghi comuni a parte, per il giornalista del Telegraph, quindi, le regole sulle mascherine sono utili quanto “una sezione per fare pipì in una piscina”. Smith porta numerosi altri esempi di comportamenti “bizzarri” degli italiani in materia di utilizzo delle mascherine, che molti indossano al braccio o in fronte, come se fossero una bandana e riferisce, con scherno, che nel nostro Paese, esiste la convinzione che se si indossa la mascherina si può delegare al distanziamento sociale.