Italia, sarà vietato a partire da ottobre 2026

In un mondo in cui le tematiche ambientali meritano sempre più attenzione, è impossibile ignorare quanto le nostre scelte quotidiane abbiano un peso concreto.
Tutto ciò che mettiamo nel carrello, infatti, ha inevitabili ripercussioni sulla qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua, oltre che sul nostro organismo.
Spesso seguiamo le mode senza renderci conto delle conseguenze, spinti dal desiderio di apparire sempre brillanti, glamour e al passo con i tempi.
Eppure gli effetti di queste abitudini sono più ampi di quanto si immagini, perché l’inquinamento resta una delle sfide più grandi del pianeta.
Anche il governo Meloni, tra i numerosi dossier aperti, si trova a fare i conti con un mondo profondamente cambiato rispetto al passato.

Le azioni umane stanno infatti mettendo a rischio la bellezza della natura e la salute delle persone, comprese le generazioni future.
Ciò che seminiamo oggi, prima o poi, verrà inevitabilmente pagato dai nostri figli e dai nostri nipoti.
Per questo intervenire con tempestività, senza perdere altro tempo, è diventata una priorità.
Ora sta per entrare in vigore un importante divieto, e la notizia sta facendo discutere moltissime persone.
Di quale provvedimento si tratta e chi riguarderà da vicino?

Dagli anni Ottanta in poi i glitter hanno conquistato il mercato e oggi li troviamo praticamente ovunque.
Ragazze giovanissime e donne più mature non rinunciano a ombretti, smalti, rossetti, matite e creme per il corpo dall’effetto luminoso.
Brillantini compaiono perfino nei detergenti, ma questo mondo scintillante ha un costo elevato per il pianeta.
Per anni l’ECHA ha studiato le microplastiche, ritrovate nell’ambiente e persino nel sangue umano.
Ogni anno, nell’Unione europea, vengono disperse 42 mila tonnellate di microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti.

Da qui la decisione della Commissione Europea: stop alla vendita di prodotti con glitter liberi, cioè quelli che si disperdono nell’ambiente.
L’obiettivo è ridurre le microplastiche del 30% entro il 2030, coinvolgendo anche detersivi con microsfere, fertilizzanti in grani ed erba sintetica.
Il provvedimento rientra nella normativa REACH sulle sostanze chimiche e prevede tempi di adeguamento per le industrie.
Per i campi sportivi artificiali sono previsti otto anni, mentre per i cosmetici si va dai 4 ai 12 anni, in base alla difficoltà di riformulazione.
Esentati alcuni materiali da costruzione e i prodotti già regolamentati. Per Thierry Breton, allora commissario al Mercato interno, la misura sostiene la transizione verde dell’industria europea.







