Usa-Iran, al via i colloqui in Svizzera: Vance ottimista, Trump minaccia Teheran sullo Stretto di Hormuz
LUCERNA – Dopo mesi di tensioni, minacce reciproche e una crescente instabilità in Medio Oriente, Stati Uniti e Iran sono tornati a confrontarsi direttamente. I colloqui avviati al Bürgenstock Resort, sulle rive del lago di Lucerna, in Svizzera, rappresentano il primo tentativo concreto di riaprire il dialogo tra Washington e Teheran dopo una lunga fase di escalation diplomatica e militare.
A mediare l’incontro sono Qatar e Pakistan, due attori che negli ultimi mesi hanno intensificato gli sforzi diplomatici per favorire una de-escalation nella regione. E i primi segnali, almeno secondo la delegazione americana, sarebbero incoraggianti.
Vance: «Primi progressi già nelle prime ore»
A parlare è stato il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, che ha definito positivamente l’avvio del confronto con la delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento e capo negoziatore Mohammad Baqer Ghalibaf.
«Abbiamo già fatto progressi nelle ultime ore e mi aspetto che faremo ulteriori progressi nelle ore a venire», ha dichiarato Vance al termine dei primi incontri.
Il vicepresidente ha descritto il vertice come l’inizio di una nuova fase diplomatica, sottolineando che nessuno si aspetta una soluzione immediata a tutte le controversie esistenti.
«Questo negoziato non risolverà ogni divergenza, ma consentirà per la prima volta alle squadre di sedersi insieme, comprendere le rispettive priorità e lavorare per un futuro migliore», ha affermato.
L’obiettivo dichiarato da Washington è quello di aprire un percorso che possa contribuire a ridurre le tensioni regionali e ristabilire condizioni di maggiore stabilità politica ed economica nell’area.
Trump alza la pressione su Teheran
Mentre i diplomatici cercano un terreno comune a Lucerna, il presidente Donald Trump continua però a mantenere una linea estremamente dura nei confronti della Repubblica islamica.
In un’intervista rilasciata a Fox News e successivamente rilanciata sulla propria piattaforma Truth Social, il presidente americano ha lanciato un nuovo avvertimento all’Iran riguardo allo Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il traffico energetico mondiale.
«Se lo chiudete, non avrete più un Paese», ha dichiarato Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire direttamente per garantire la libertà di navigazione.
Secondo il presidente americano, Washington potrebbe arrivare a prendere il controllo dello stretto qualora la situazione dovesse degenerare ulteriormente. Trump ha inoltre ventilato l’ipotesi di introdurre pedaggi per il transito delle petroliere in assenza di un’intesa tra le parti.
Parole che evidenziano la distanza ancora esistente tra il linguaggio diplomatico adottato nei negoziati e la strategia di pressione politica perseguita dalla Casa Bianca.
Sul tavolo anche la crisi libanese
Tra i temi affrontati nei colloqui non c’è soltanto la sicurezza marittima nel Golfo Persico. Secondo quanto riferito dall’emittente statale iraniana IRIB, sarebbe in corso anche un confronto trilaterale tra Iran, Qatar e Stati Uniti dedicato alla situazione in Libano.
L’obiettivo sarebbe quello di favorire un cessate il fuoco e ridurre il rischio di una nuova escalation regionale che coinvolga Hezbollah e Israele.
Trump, nelle ultime ore, ha rivolto un messaggio diretto a Teheran affinché eserciti la propria influenza sugli alleati libanesi.
«L’Iran deve impedire immediatamente ai suoi alleati in Libano di causare problemi. Se non lo farà, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente», ha affermato il presidente americano.
Parallelamente, tra i dossier in discussione figurerebbe anche la questione dei beni iraniani congelati all’estero, tema che da anni rappresenta uno dei principali nodi nei rapporti tra i due Paesi.
Il ruolo di Qatar e Pakistan
Un ruolo centrale nella mediazione è svolto da Qatar e Pakistan. Il capo della delegazione iraniana, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha incontrato a Zurigo il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il comandante delle forze armate pakistane Asim Munir.
Al centro dei colloqui vi sarebbero l’attuazione degli impegni previsti dal cosiddetto Accordo di Islamabad e le iniziative necessarie per favorire la cessazione delle ostilità in diverse aree della regione.
Anche il premier qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha voluto sottolineare l’importanza dell’incontro di Lucerna, invitando alla prudenza ma riconoscendone il valore storico.
«Questo incontro è importante non solo per la sicurezza della regione, ma anche per quella del mondo e per l’economia globale», ha dichiarato.
Il leader qatariota ha però precisato che i risultati concreti richiederanno tempo.
«Non è una celebrazione, ma soltanto l’inizio. Il Qatar continuerà a sostenere la mediazione fino al raggiungimento di una soluzione», ha aggiunto.
Un passaggio decisivo per il Medio Oriente
I colloqui in corso sulle rive del lago di Lucerna rappresentano il primo confronto tecnico diretto tra Stati Uniti e Iran dopo mesi di forte deterioramento delle relazioni. Sebbene le divergenze restino profonde, il semplice ritorno al tavolo negoziale viene considerato dagli osservatori internazionali un passaggio significativo.
La posta in gioco va ben oltre i rapporti bilaterali tra Washington e Teheran. Dalla riuscita o meno di questo processo diplomatico dipendono infatti gli equilibri del Medio Oriente, la sicurezza delle rotte energetiche internazionali e la stabilità dei mercati globali.
Per il momento prevale la cautela. Ma dopo mesi di minacce e tensioni, il dialogo sembra essere tornato, almeno temporaneamente, al centro della scena.