“Violati i diritti umani”: l’Europa prepara sanzioni contro Ben-Gvir

L’Unione Europea valuta nuove sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir in seguito alle polemiche emerse riguardo al trattamento riservato agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza. La proposta sarà discussa nel prossimo Consiglio Affari Esteri del 15 giugno. Secondo fonti di Bruxelles, tra i Paesi più attivi nel chiedere misure restrittive ci sarebbero Italia e Spagna.
L’Alta rappresentante UE per la politica estera, Kaja Kallas, ha confermato che la questione è ormai ufficialmente all’ordine del giorno dell’Unione, mentre il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, ha definito “indegno di chiunque ricopra una carica pubblica in una democrazia” il comportamento di Ben-Gvir.
L’Italia si distingue per un deciso pressing in sede europea. Dopo aver condannato il trattamento riservato agli attivisti della flottiglia e aver chiesto chiarimenti a Israele, il governo italiano ha alzato i toni dello scontro diplomatico. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito la condanna per “la violenza dei coloni e le attività di insediamento israeliane”, mentre il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha affermato: “Dopo quanto accaduto in Israele, non possiamo non chiedere sanzioni nei confronti di un ministro che ha violato tutti i diritti umani”, intervenendo alla riunione della Nato a Helsingborg.
Il caso della flottiglia per Gaza ha attirato l’attenzione internazionale e ha portato a crescenti tensioni tra Bruxelles e il governo di Benjamin Netanyahu. Le immagini e le testimonianze di attivisti europei sottoposti a violenze, umiliazioni e trattamenti ritenuti incompatibili con il diritto internazionale hanno scatenato dure condanne. In Italia, la vicenda è finita anche sotto la lente della magistratura, con i pm di Roma che valutano ipotesi di reato come tortura e violenza sessuale.
L’Europa rafforza la pressione su Israele. Il caso Ben-Gvir si inserisce in un contesto di crescente tensione tra le istituzioni europee e il governo israeliano. Solo dieci giorni fa, i Ventisette avevano già concordato sanzioni contro coloni israeliani estremisti responsabili di violenze in Cisgiordania, prevedendo il congelamento di beni e il divieto di ingresso nell’UE. Inoltre, leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania hanno richiesto ufficialmente a Israele di fermare la colonizzazione nei territori palestinesi, mentre Francia e Svezia stanno spingendo per vietare l’importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani considerati illegali dal diritto internazionale. L’Olanda ha già adottato un divieto nazionale in tal senso.
Questa escalation testimonia la crescente frattura tra la comunità internazionale e le politiche di insediamento e repressione adottate da Israele, mentre l’Unione Europea si prepara a intensificare le proprie misure restrittive contro le azioni ritenute illegali e lesive dei diritti umani.