Treni soppressi, pendolari accalcati in stazione: Flaminio è un maxi assembramento


Nessun contingentamento degli accessi, banchine affollate e resse: lunedì mattina nero per i pendolari della Ferrovia Roma Nord. La soppressione di alcune corse sulla tratta, “una ventina urbane e tre extraurbane” – denuncia l’associazione TrasporTiAmo, ha trasformato la stazione di piazzale Flaminio in un maxi assembramento.

Treni soppressi: stazione Flaminio è un maxi assembramento

Utenti stipati oltre i tornelli, al lato dei binari del capolinea: tutti in attesa dei treni. Vagoni fantasma però: da qualche giorno infatti la linea che congiunge Roma e Viterbo, passando da Civitacastellana, sta vivendo l’ennesima ondata di disagi. A quanto si apprende macchinisti e capitreno della ferrovia ex-concessa Roma-Viterbo starebbero rifiutando le prestazioni di lavoro a straordinario: quello che, di fatto, “visto il il mancato trasferimento del personale di macchina, sempre promesso ma mai attuato sul serio”, sorregge l’attuale esercizio.

Protestano macchinisti e capitreno: corse saltate sulla Roma Nord

“La reazione del personale, che, comunque, ricordiamo, non ha alcun obbligo di svolgere turni supplementari, sarebbe dovuta alla decisione dell’Azienda di rimettere mani – in pejus – alle indennità di macchinisti e capitreno. Erogate finora in virtù degli accordi sindacali sottoscritti nel 2015 e secondo la tabella, derivata dagli stessi, utilizzata da cinque anni a questa parte sebbene ufficiosa”. Da qui le soppressioni e i disagi sull’intera linea.

Una vera e propria doccia fredda per gli utenti della Roma Nord che pure nelle settimane scorse avevano accolto con favore l’introduzione del nuovo orario: il potenziamento del servizio voluto, in concomitanza con l’apertura delle scuole, per accogliere anche gli studenti.

Bus, metro e treni affollati: li la pandemia non esiste (?)

“Considerato il momento particolare e delicato che stiamo vivendo, segnato dalla pandemia, dove è necessario efficientare il servizio per garantire il distanziamento fisico, non riusciamo davvero a comprendere la tempestività di Atac. Il nuovo orario stava funzionando, pur tra innumerevoli difficoltà, grazie unicamente al personale, tutto, resosi sempre disponibile per assicurare la mobilità all’utenza. E allora, perché adesso?” – si chiedono dall’associazione dei pendolari. “Zero distanziamento fisico, intervenga la Regione Lazio” – l’appello all’ente proprietario dell’infrastruttura.

Dai bus alle metro l’affollamento dei mezzi pubblici della Capitale è sotto gli occhi di tutti: l’anello debole dell’intera catena di sforzi congiunti per lasciarsi alle spalle l’emergenza sanitaria. Come se li la pandemia non esistesse.