La conclusione della vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso l’Italia intera è arrivata con il ritrovamento di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno. Le ragazze sono state individuate a Formia, nel Lazio, all’interno dell’appartamento situato in un quartiere di edilizia popolare di proprietà dello zio materno, collocato addirittura accanto all’abitazione della madre. Una scoperta che ha permesso di chiudere una fase delicatissima delle ricerche, ma che apre ora nuovi interrogativi sulle modalità dell’allontanamento e sulle persone che potrebbero aver favorito la permanenza delle due minorenni lontano dalla struttura che le ospitava.
Tra le immagini più significative di questa vicenda c’è senza dubbio la reazione del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto. L’uomo, che recentemente era tornato in possesso della potestà genitoriale e che aveva mantenuto contatti con le figlie fino a poco prima della loro scomparsa, è stato travolto dall’emozione nel momento in cui ha ricevuto la notizia del ritrovamento. Dopo giorni di angoscia e apprensione, il peso psicologico accumulato si è manifestato improvvisamente con un malessere che ha reso necessario il trasporto in ospedale. Secondo le testimonianze raccolte, Di Giacinto sarebbe scoppiato in lacrime, sopraffatto dalla tensione vissuta durante le due settimane di ricerche e dall’improvvisa consapevolezza che le figlie fossero finalmente state ritrovate.
Il ritrovamento delle due sorelle è stato possibile grazie a una vasta operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona. Sul posto era presente il procuratore Luciano D’Angelo, che ha seguito direttamente le fasi dell’intervento. Al blitz hanno partecipato i Carabinieri del Comando Provinciale dell’Aquila, i militari del Raggruppamento Operativo Speciale, il ROS, e i colleghi del Comando Provinciale di Latina. L’azione è stata preparata con estrema attenzione dopo giorni di verifiche, controlli e attività investigative che avevano progressivamente ristretto il campo delle ricerche fino all’area di Formia. L’ingresso nell’abitazione ha consentito di localizzare le due ragazze e di metterle immediatamente in sicurezza.
Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto dal momento dell’allontanamento dalla casa-famiglia fino al ritrovamento. Una delle ipotesi considerate più plausibili è che le due giovani abbiano ricevuto sostegno logistico da persone conosciute e ritenute affidabili. La circostanza che siano state trovate in un immobile riconducibile a un familiare rappresenta un elemento particolarmente rilevante per gli inquirenti, chiamati a comprendere chi abbia organizzato gli spostamenti e garantito ospitalità alle ragazze durante il periodo trascorso lontano dai radar delle forze dell’ordine.
Nonostante il lieto epilogo, la vicenda è tutt’altro che conclusa. La magistratura ha infatti avviato ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione di eventuali responsabilità penali. Gli investigatori dovranno chiarire chi abbia contribuito all’allontanamento delle due sorelle, come siano stati organizzati i loro movimenti e quali persone abbiano avuto un ruolo nella loro permanenza a Formia. Nel frattempo Sarah e Alisya sono state prese in carico dalle autorità competenti e trasferite in un contesto protetto. Mentre le indagini proseguono, resta l’immagine di un padre che, dopo giorni di paura e incertezza, non è riuscito a trattenere l’emozione davanti alla notizia che attendeva da settimane: sapere che le sue figlie erano finalmente state ritrovate sane e salve.
