SINIŠA MIHAJLOVIĆ, ECCO LE CAUSE DELLA MORTE
Il mondo del calcio deve dire addio a Sinisa Mihajlovic, l’ex allenatore del Bologna è venuto a mancare all’età di 53 anni proprio in queste ore. Ha militato per tanti anni nel campionato di Serie a a cavallo degli anni 90′ e 2000, vestendo la maglia di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter.
Dopo una gloriosa carriera da calciatore, l’ex giocatore dell’Inter aveva intrapreso la carriera da allenatore, allenando negli ultimi anni il Bologna, squadra che lo ha sempre sostenuto anche durante la malattia. Purtroppo le sue condizioni negli ultimi mesi erano ulteriormente peggiorate, tanto da essere costretto a più riprese ad abbandonare il campo. Ora, come un fulmine a ciel sereno, è arrivaa la notizia della sua morte: scopriamone le cause.
LE CAUSE DELLA MORTE
In questi minuti si cerca già di capire quali siano le cause della sua scomparsa. al momento non è giunta ancora l’ufficialità in merito, ma qualcosa inizia già a trapelare. Ma è noto che da tempo Sinisa era gravemente malato: leucemia mieloide acuta. Lo scorso marzo era arrivato l’annuncio di trovarsi difronte ad un nuovo stop imposto da un possibile ritorno della leucemia.
“Sinisa – ha rivelato la Gazzetta dello Sport – è venuto a conoscenza di alcuni “campanelli di allarme” già da tempo, dopo la sfida con la Salernitana del 26 febbraio. Ha vissuto senza dire nulla a nessuno la successiva gara col Torino. Subito dopo, per avere certezze legate alla malattia, ha dovuto subire un intervento chirurgico non banale.
Infine dopo il responso, a causa del quale si è dovuto sottoporre a nuove cure, ha informato i dirigenti del Bologna. “Dalle ultime analisi che ho svolto ci sono campanelli d’allarme e potrebbe presentarsi il rischio di una ricomparsa. Per evitare che questo accada – ha detto il tecnico del Bologna Fc in una conferenza stampa convocata all’improvviso a marzo scorso – dovrò fare un percorso terapeutico che possa eliminare sul nascere l’ipotesi negativa. Questa volta non entrerò in scivolata come due anni fa, ma giocherò d’anticipo per non farlo partire. Si vede che questa malattia è molto coraggiosa per avere ancora voglia di tornare ad affrontare un avversario come come, ma io sono qua: se non le è bastata la prima lezione, io sono qui pronto a dargliene una seconda.