Scontri dopo morte Fakir, sindacato polizia denuncia Lepore
Si apre un nuovo fronte dopo i violenti scontri che hanno segnato la manifestazione del 20 luglio a Bologna. Il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) ha annunciato l’intenzione di avviare un’azione legale nei confronti del sindaco Matteo Lepore, ritenendo che la convocazione dell’evento abbia contribuito a creare le condizioni che hanno portato ai disordini. Contestualmente, il sindacato offrirà assistenza legale gratuita agli agenti rimasti feriti durante gli scontri.
Il SAP: “Manifestazione irresponsabile”
A comunicare l’iniziativa è stato il segretario generale del SAP, Stefano Paoloni, che ha spiegato come il sindacato abbia conferito mandato all’avvocato Valter Biscotti per valutare tutte le azioni giudiziarie ritenute opportune.
«La manifestazione convocata dal sindaco di Bologna Matteo Lepore è stata un atto irresponsabile e, fin dall’inizio, avevamo sostenuto che se ne sarebbe dovuto assumere le responsabilità. Per questo abbiamo dato incarico al nostro legale di agire in tutte le sedi competenti affinché il sindaco risponda dei danni causati in seguito alla manifestazione da lui convocata», ha dichiarato Paoloni.
Il SAP ha inoltre annunciato che garantirà patrocinio gratuito agli oltre 60 poliziotti rimasti feriti durante i disordini, affiancandoli nelle eventuali azioni di tutela e risarcimento.
“Non siamo carne da macello”
Nel comunicato diffuso dal sindacato, Paoloni ha utilizzato toni particolarmente duri nei confronti dell’amministrazione comunale.
«La decisione scellerata e irresponsabile del sindaco Lepore non può essere priva di conseguenze, non solo per le devastazioni causate alla città, ma soprattutto per i numerosi feriti registrati tra gli operatori impegnati nel servizio di ordine pubblico. Non siamo carne da macello: il diritto alla salute durante il servizio, la sicurezza sul posto di lavoro e il rispetto della dignità sono valori imprescindibili anche per chi indossa una divisa», ha affermato il segretario del SAP.
La replica di Matteo Lepore
Il sindaco di Bologna, nel frattempo, ha preso le distanze dagli episodi di violenza verificatisi durante la manifestazione, esprimendo solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte.
In un’intervista al Quotidiano Nazionale, Lepore ha dichiarato: «Voglio esprimere la mia vicinanza agli agenti feriti e alla Questura, perché quelle scene non sono degne di Bologna e non hanno nulla a che vedere né con la famiglia di Fakir né con la manifestazione pacifica che avevamo indetto».
Il primo cittadino ha inoltre annunciato un cambio di approccio nella gestione delle future manifestazioni: «Vogliamo lanciare un messaggio chiaro: d’ora in poi non lasceremo più le piazze ai violenti e agli antagonisti».
Si apre un nuovo fronte
L’iniziativa del SAP aggiunge un ulteriore capitolo alle polemiche seguite agli scontri nel capoluogo emiliano. Mentre proseguono le indagini sui disordini e sulle responsabilità dei partecipanti agli episodi di violenza, il sindacato punta ora ad accertare anche eventuali responsabilità civili legate all’organizzazione della manifestazione.
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito nato dopo la morte di Abderrahim Fakir, che continua ad alimentare il confronto politico e istituzionale tra richieste di verità sull’intervento delle forze dell’ordine e polemiche sulla gestione dell’ordine pubblico durante le proteste.