L’eco della diretta Facebook risuona in tutte le Dolomiti. Matteo Salvini appare così, in giacca a vento. È in Trentino, ma parla con il piglio di quello che non le manda a dire.

Dalle Alpi all’Etna, lui c’è. E la resa, semmai, la lascia ad altri. Ne ha per tutti. In primo luogo, con il governo che, a suo dire, ha ridotto il Paese in un lazzaretto. “Anche dall’opposizione continuiamo a proporre idee. Se l’Italia ha bisogno non stiamo zitti. Per il momento il governo ne ha accolta qualcuna? No”, fa sapere il leader della Lega. Salvini esclude possibili inciuci o manovre di palazzo con riferimento all’emergenza legata al coronavirus Covid-19.

Gli inciuci li lascia ad altri, dove c’è il partito democratico non c’è la Lega, afferma l’ex ministro dell’Interno. Da un momento di crisi, di difficoltà occorre trarre l’insegnamento per crescere. “Al governo, evidentemente, c’è qualcuno attaccato alle poltrone e che userà questa emergenza sanitaria per restare ancora di più incollato alla poltrona. Intanto, l’economia italiana rischia di perdere almeno 150mila posti di lavoro”.

Attacca di nuovo il governo sulla gestione dell’emergenza causata dal coronavirus. “Certo, in un momento come questo servirebbero un presidente del Consiglio, un ministro degli Esteri e un commissario europeo con le palle per tutelare i prodotti italiani. Occorre un governo con le idee chiare, tosto, che non perda il tempo a litigare come l’attuale maggioranza”. Sottolinea che come Lega non potrebbe assistere allo scempio di un esecutivo evanescente e far finta di nulla.

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“No, io vivo in questo Paese, faccio proposte. Ma non perché sogno l’inciucio con il Pd e Renzi. Ma perché ritengo di avere il diritto di fare di tutto per mandare a casa il signor Conte il prima possibile. Non è all’altezza”. Poi si concentra per un attimo sulla polemica delle ultime ore, innescata dalle dichiarazioni del capo della polizia, Franco Gabrielli. “È un momento in cui non voglio far polemiche e non rispondo a quelli che mi sembrano insulti se non bugie”.

Poi riprende a picconare l’esecutivo giallorosso: “Ho il diritto di proporre un nuovo governo? O ci dobbiamo rassegnare? Io non vivo da rassegnato. Questo non vuol dire inciuciare”. Vuole un Paese governato da persone serie e coerenti. “Quindi, prima si vota meglio è”, continua. Di seguito si sofferma sull’emergenza. Sul coronavirus e sui rapporti con gli altri Paesi del mondo. “Dopo il sangue speso per popolazione lontane gli italiani non sono ben accetti in Iran, in Kuwait…”, spiega. Si riferisce alle restrizioni messe a punto contro gli italiani in alcuni Paesi esteri per l’emergenza sanitaria. “Ci ricorderemo di chi oggi ci evita”.

“L’Italia è il paese più bello, pulito e accogliente del mondo dove passare momenti in serenità. Ma questa emergenza gestita in questa maniera così confusa e improvvisata sta portando nel mondo l’immagine di una Italia che non è Italia, come un lazzaretto, dove gli ospedali non funzionano, dove i governatori non dicono. Qualcuno che aveva la responsabilità di controllare e chiudere non l’ha fatto, è sciacallaggio? È cronaca”. Mai come adesso “prima gli italiani”. Le priorità per l’ex ministro degli Interni è coltivare i nostri prodotti, la nostra cultura, il nostro cinema.

“Aiutiamoci gli uni con gli altri e soprattutto speriamo che il governo faccia e dica qualcosa”. È il momento in unirsi, di stringersi a medici e infermieri che qualcuno, dopo le dichiarazioni del premier, invece sta indagando. “È il momento di riscoprire l’orgoglio nazionale e da un momento di crisi trarre il meglio”.

ilgiornale.it

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