Roma, bomba contro una concessionaria a Centocelle: ottavo attentato in 45 giorni

L’esplosione poco prima della mezzanotte in via dei Platani, a Centocelle, ha distrutto un’auto e danneggiato altri veicoli. L’attività era già stata colpita nel novembre 2025. Gli investigatori valutano possibili collegamenti con gli altri attentati avvenuti nella zona orientale della Capitale e non escludono una guerra per il controllo delle piazze di spaccio.
ROMA – Una nuova esplosione scuote la zona est della Capitale e riaccende l’allarme sulla sequenza di attentati dinamitardi che negli ultimi tempi sta interessando attività commerciali e altri obiettivi. Nel mirino, ancora una volta, la concessionaria Gold Car di Centocelle, in via dei Platani, dove un ordigno è esploso poco prima della mezzanotte, provocando ingenti danni alle auto e alle strutture circostanti.
Il boato è stato avvertito distintamente dai residenti degli edifici vicini. La violenza della deflagrazione ha fatto tremare le finestre delle abitazioni e ha seminato detriti sulla strada. Una vettura all’interno dell’autosalone è stata distrutta, mentre altre auto parcheggiate all’esterno sono rimaste danneggiate. Frantumato anche il marciapiede in travertino, i cui frammenti hanno colpito alcuni veicoli in sosta.
La Gold Car, specializzata nella vendita di auto usate di lusso, non è nuova a episodi di questo tipo. Già nel novembre 2025, infatti, un altro ordigno era esploso davanti alle vetrine della concessionaria. Un precedente che rende ancora più delicato il quadro sul quale sono ora al lavoro gli investigatori.
Roma Est, otto attentati dinamitardi in 45 giorni
L’esplosione di Centocelle si inserisce in una serie di episodi che sta alimentando la preoccupazione tra commercianti e residenti. Quello contro la Gold Car sarebbe infatti l’ottavo attentato dinamitardo registrato negli ultimi 45 giorni nella zona orientale di Roma.
Negli ultimi giorni altri esercizi commerciali e luoghi pubblici sono stati colpiti da ordigni. All’inizio della settimana, un’esplosione ha interessato una sala scommesse del gruppo Planet Win, in via Antonio Bottini, nel quartiere Alessandrino. Nella stessa notte, un altro ordigno ha devastato una vineria in via Calpurnio Fiamma, nella zona di Don Bosco.
Il giorno successivo, una bomba è esplosa nell’androne di un palazzo a San Basilio, aggiungendo un nuovo episodio a una sequenza sulla quale gli investigatori stanno cercando di fare piena luce.
Tra i precedenti figurano anche l’attentato contro l’autonoleggio Costantino Rent Cars, alla Borghesiana, e gli episodi che hanno interessato la Travis Car, in via Casilina 953, dove a fine agosto erano state collocate due bombe carta a distanza di 24 ore. Altri ordigni avevano preso di mira un barbiere in via Salemi, nella zona dei Due Leoni, e un forno a Torre Maura.
La polizia sta verificando se gli attacchi possano essere riconducibili a una stessa matrice criminale. Al momento, tuttavia, eventuali collegamenti tra i diversi episodi restano oggetto di accertamento.
L’ipotesi della guerra per le piazze di spaccio
Tra le piste investigative al vaglio c’è quella di una possibile lotta per il controllo delle piazze di spaccio nei quartieri orientali della Capitale. Un’ipotesi che, secondo gli investigatori, potrebbe contribuire a spiegare la ripetizione degli attentati contro attività commerciali e altri obiettivi.
Gli inquirenti stanno analizzando anche le caratteristiche degli ordigni utilizzati in alcuni degli episodi, alla ricerca di eventuali elementi comuni nella potenza esplosiva e nelle modalità di preparazione. Particolare attenzione è rivolta agli attacchi contro la concessionaria Travis Car, sui quali sono in corso approfondimenti.
Tra i nomi al centro degli accertamenti figura quello di Manuel Sammarco, 26 anni, con precedenti per droga e indicato dalle forze dell’ordine come uno dei riferimenti dello spaccio al Quarticciolo. Il giovane è figlio di Stefano Sammarco, coinvolto nel procedimento giudiziario denominato Mediterraneo, relativo a un gruppo di romani accusati di importare stupefacenti dalla Calabria.
Gli investigatori stanno verificando eventuali connessioni tra i soggetti già emersi nelle indagini e gli attentati più recenti. Si tratta, tuttavia, di accertamenti ancora in corso, mentre resta da chiarire chi abbia materialmente collocato gli ordigni e quali siano i possibili moventi dei singoli episodi.
Rilievi della polizia scientifica davanti alla Gold Car
Dopo l’esplosione in via dei Platani sono intervenuti gli specialisti della Questura, che hanno raccolto i frammenti dell’ordigno e avviato i rilievi tecnici. Il materiale recuperato sarà sottoposto ad analisi per ricostruire le modalità della deflagrazione e individuare eventuali elementi utili alle indagini.
Gli accertamenti dovranno stabilire anche se l’attentato contro la Gold Car presenti caratteristiche compatibili con quelle riscontrate negli altri episodi avvenuti a Roma Est. Il precedente del novembre 2025 rende inoltre necessario approfondire se la concessionaria sia stata presa di mira per ragioni specifiche o se l’azione si inserisca in una più ampia strategia intimidatoria.
La successione delle esplosioni, distribuite in diversi quartieri della zona orientale della città, mantiene alta l’attenzione delle forze dell’ordine. L’obiettivo degli investigatori è individuare eventuali legami tra gli attentati, ricostruire gli interessi criminali che potrebbero esservi dietro e identificare i responsabili.
La nuova bomba contro la Gold Car riporta così al centro il tema della sicurezza a Roma Est, dove la ripetizione di episodi esplosivi sta alimentando timori tra chi vive e lavora nei quartieri coinvolti. Per ora, la pista della possibile guerra per il controllo dello spaccio resta un’ipotesi investigativa: saranno gli accertamenti tecnici e le indagini a chiarire se dietro gli attentati esista un’unica regia oppure se si tratti di episodi distinti.







