Richard Gere: “Migranti e Salvini? Non mi preoccupo di politica ma di persone. I Curdi? Mi vergogno di Trump”

Prima di ricevere le “chiavi di Firenze” Richard Gere ha visitato la Galleria degli Uffizi, ammirando le bellezze che vi sono esposte. Per lui un tour speciale di un’ora guidato dal direttore del museo, Eike Schmidt. “È un visitatore davvero attento e curioso – ha detto Schmidt – si è soffermato su ogni opera, studiando con pazienza i dettagli e facendo molte domande. Ha apprezzato moltissimo la Tebaide del Beato Angelico, sottolineando la somiglianza tra le figure dei santi padri in ritiro ascetico nel deserto ed i monaci buddisti tibetani”.

Arrivato a Palazzo Vecchio l’attore americano ha affrontato diversi temi durante la conferenza stampa prima della cerimonia di consegna delle chiavi. A una domanda sull’ex ministro dell’Interno Salvini ha risposto attingendo al proprio bagaglio buddista: “Io non mi preoccupo della politica, mi preoccupo delle persone. L’importante è seguire sempre gli impulsi umani positivi. Finché siamo in contatto con l’impulso umano che è sempre positivo, non conosco esseri umani interamente cattivi, anzi: il totale dell’essere umano è positivo. Finché siamo in contatto con questo possiamo superare ogni problema molto facilmente”. “Ci sono grandi problemi nella vita ma questa semplice cosa di aiutarci fra noi, sentire la sofferenza degli altri e prendere una decisione è estremamente importante, è da tenere presente. Non è difficile, perché lo sentiamo tutti. L’importante è seguire questo impulso umano positivo e dare attenzione a questo impulso”.

“I volontari su quelle navi sono degli angeli; quello che noi abbiamo in mente è di aiutare le persone. È l’unica cosa importante, che rende significativa la nostra vita”. Così l’attore ha ricordato la sua visita, nell’agosto scorso, alla nave Open Arms bloccata al largo delle coste italiane. “Se vuole venire con me – ha detto poi parlando di Salvini – sarei contento. Insieme possiamo nutrire quelle persone”.

Commentando con i giornalisti la decisione del presidente americano Donald Trump di ritirare le truppe dalla Siria, a danno dei Curdi, Richard Gere ha detto: “Ci saranno tante persone uccise e danneggiate, e come cittadino americano mi vergogno profondamente per il comportamento del mio presidente. È chiaro che ha fatto scelte senza pensare alla gente, agli alleati, per i danni che deriveranno da una decisione affrettata. Sono profondamente deluso, imbarazzato, arrabbiato”.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha spiegato in questo modo il riconoscimento delle chiavi della città: “Viene dato innanzitutto al lavoro della fondazione di Richard Gere”. Il primo cittadino non ha voluto replicare alle critiche mosse da alcune forze politiche sulla scelta. “Credo – ha detto il sindaco – che ci sia stata una lettura superficiale, anche perché fin dall’inizio abbiamo ribadito che Firenze ringrazia Richard Gere per il suo impegno, attraverso la fondazione, a favore dei più deboli, dei poveri, delle persone svantaggiate”.

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