Che botta per Maurizio Belpietro: il caso

Basta poco per  innescare una vera e propria polemica nazionale.

Nel ciclone è finito Maurizio Belpietro,  fondatore e direttore de La Verità,  famoso quotidiano.

Il  caso, avente per protagonista il giornalista, ha generato  reazioni immediate  e commenti che non si placano.

La situazione è tesa come una corda di violino, specialmente in questi minuti.

Un caso dal forte clamore mediatico, quello divampato, in queste ore, e a occuparsene è  la stampa.  Ad essere coinvolto è il direttore de La Verità, Maurizio Belpietro, fondatore del quotidiano.

La notizia, sin da quando è divenuta di pubblico dominio,  ha  generato reazioni molto più forti di quanto, inizialmente,  aveva prodotto, dividendo gli utenti e gli addetti ai lavori.

Tutto è partito da un momento ben preciso, in un giorno che rimarrà impresso nella storia della nostra penisola. Ma cosa sta accadendo di preciso? Vediamolo insieme.

Il caso riguarda la prima pagina pubblicata da La Verità sabato 12 settembre, all’indomani del decesso di Emma Bonino, avvenuta l’11 settembre a 78 anni dopo il ricovero all’ospedale Santo Spirito di Roma. Accanto al ritratto della storica leader radicale compariva il titolo “Fine Vita”, richiamo diretto alla sua lunga battaglia per la legalizzazione dell’eutanasia. La scelta del quotidiano,  diretto da Maurizio Belpietro,  ha provocato una forte reazione. Alessandra Longo, per anni firma politica di Repubblica, ha presentato una segnalazione formale all’Ordine dei giornalisti del Lazio, indirizzandola al presidente del Consiglio di disciplina Daniele Mastrogiacomo e al presidente dell’Ordine Guido D’Ubaldo

Nella comunicazione, Longo ha contestato il gioco di parole tra il decesso della politica e l’ultima causa da lei sostenuta, definendolo offensivo e incompatibile con decenza, etica e rispetto. La giornalista ha chiarito di non mettere in discussione la libertà di espressione, ma di chiedere una presa di distanza da quella che considera una scelta volgare. L’iniziativa ha raccolto consensi anche tra altri giornalisti, che sui social hanno descritto il titolo con espressioni molto dure, parlando di mancanza di deontologia e di attacc* meschino. La vicenda si inserisce inoltre in una storia di titoli provocatori e contrasti che ha già coinvolto il giornale diretto da Belpietro.