Pronto il Bilancio tutto tasse che affosserà famiglie e pmi

Il caos nella maggioranza sulla stesura della manovra ha comportato una serie di rinvii. Il Consiglio dei ministri, previsto ieri, si terrà stasera e licenzierà solo il documento programmatico di Bilancio con le tabelle da inviare tassativamente a Bruxelles entro mezzanotte.

L’articolato vedrà la luce solo nella riunione di lunedì prossimo dove si spera che i contrasti siano appianati. L’unica certezza, al momento, visto che mancano minimo 3 miliardi di coperture su 30 miliardi complessivi (sperando che la Commissione Ue conceda 14 miliardi di flessibilità), è che aumenteranno le tasse. Vediamo nel dettaglio gli argomenti.

Plastic tax e accise
Il governo sta pensando di introdurre una tassa su imballaggi e contenitori di plastica. La «plastic tax», che si inserisce nel programma di riconversione verde dell’economia, si affianca agli incentivi per i prodotti sfusi già previsti dal decreto Clima con l’obiettivo di promuovere abitudini più eco-sostenibili. L’aliquota potrebbe essere superiore anche ai 0,2 euro per chilogrammo dell’ipotesi iniziale. «Si sta ragionando anche su altre tasse che possiamo definire virtuose», ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, confermando non solo l’intenzione di gravare di un’imposta le bibite contenenti zucchero e i biglietti aerei, ma anche alludendo alla «plastic tax» e all’ipotesi di aumentare le accise sul diesel portandone il prezzo allo stesso livello di quello della benzina.

Sigarette, giochi e telefonini
La confusione imperante, che ha determinato il rinvio del vertice di maggioranza di ieri sera, è tale che non c’è nessuna intesa sui nuovi aggravi d’imposta. Al momento, non c’è accordo sull’aumento delle accise sui tabacchi (sigarette, prodotti a tabacco riscaldato e liquidi per le e-cig), sul prelievo unico erariale sui giochi (slot e videoterminali) nonché sulla tassa per le sim card business. Quest’ultimo provvedimento è fortemente osteggiato dai Conque stelle.

Studi di settore per tutti
Il ministero dell’Economia ha reso noto che al 30 settembre le partite Iva soggette agli Isa (gli indicatori sintetici di affidabilità che hanno sostituito, in alcuni casi, gli studi di settore) hanno versato imposte per 1,46 miliardi in più rispetto al previsto. Nel 2020, pertanto, si potrebbero ipotizzare 3 miliardi di entrate in più. Questa cifra potrebbe finanziare alcune spese a partire da un taglio più corposo del cuneo fiscale. Il problema è che un tale intendimento aprirebbe un fronte con i ceti produttivi che avevano chiesto una sospensiva del nuovo regime, per nulla migliorativo del precedente.

Meno detrazioni per i «ricchi»
È allo studio una rimodulazione delle tax expenditure. Tra queste anche una riduzione fino all’azzeramento delle detrazioni fiscali per i redditi sopra i 100-120mila euro. La misura riguarderebbe solo l’1% dei contribuenti. Le nuove regole per gli sconti fiscali si applicherebbero a partire dalle spese del 2020, con effetti sulle dichiarazioni del 2021.

Quota 100
Matteo Renzi ancora ieri è tornato alla carica contro il provvedimento del fu governo gialloverde. Eliminare il meccanismo di pensionamento anticipato per recuperare 8,8 miliardi sia nel 2020 che nel 2021 (5,5 miliardi all’anno stando al ddl Assestamento). No del ministro Di Maio: «se qualcuno pensa di tornare alla Fornero, ha sbagliato governo», ha replicato. Più probabile che alla fine si trovi un compromesso sull’allungamento delle finestre di uscita per risparmiare circa un miliardo all’anno.

Pagamenti tracciati
Per incentivare la moneta elettronica sul tavolo della prossima manovra ci sarebbe l’idea di introdurre il contrasto di interessi, con una detrazione ad hoc (ipotesi 10% o addirittura 19%) su una serie di nuove spese, dall’idraulico al parrucchiere, al ristorante, di cui beneficerà solo chi fa pagamenti tracciabili. Si valuta anche l’ipotesi di legare tutte le attuali detrazioni (dai funerali allo sport) a carte e bancomat.

Cuneo, pensioni e statali
Sono stati confermati dopo il vertice tra il ministro Gualtieri e i sindacati un taglio del cuneo fiscale da 3 miliardi di euro che consente di allargare la platea oltre i 25mila euro di reddito annuo. Allo stesso modo, dovrebbero trovare spazio 1,7 miliardi per i rinnovi contrattuali e una rivalutazione delle indicizzazioni dal 97 al 100% per i pensionati a 3-4-5 volte il minimo. Confermato pure l’abolizione del superticket da luglio 2020: Vale 770 milioni di euro. Confermati pure i 2 miliardi di euro in più per il Fondo sanitario nazionale.

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