“Non mi pento, lo rifarei”. Meloni, la confessione senza filtri su Trump. E Vespa resta di stucco

Giorgia Meloni difende la propria strategia internazionale, esprime disappunto per il mancato rientro del deficit sotto la soglia del 3% e rivendica i risultati economici ottenuti dal governo nel Mezzogiorno. Sono questi i temi affrontati dalla presidente del Consiglio nel libro di Bruno Vespa, Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre, e nel successivo videomessaggio inviato alla convention nazionale L’Italia dei Territori, organizzata da Cateno De Luca.

Dai rapporti con gli Stati Uniti alle contestazioni sui dati economici, fino alle prospettive politiche del Sud Italia, la premier ha delineato le priorità della propria azione di governo, difendendo le scelte compiute e indicando i risultati che ritiene più significativi.

Meloni e Trump, nessun pentimento: «Era nell’interesse nazionale»

Il rapporto con Donald Trump rimane uno dei punti centrali della linea internazionale rivendicata da Giorgia Meloni. Nel libro di Bruno Vespa, la presidente del Consiglio respinge le critiche ricevute per la vicinanza al presidente americano nei primi mesi del suo secondo mandato e spiega le ragioni della propria scelta.

«Non mi pento di essere stata molto vicina al presidente Trump all’inizio del suo secondo mandato. Perché farlo significava difendere l’interesse nazionale», afferma la premier.

Una posizione che Meloni inserisce nel quadro dei rapporti strategici tra Italia e Stati Uniti. La presidente del Consiglio ricorda di aver mantenuto buone relazioni anche con Joe Biden, nonostante le critiche ricevute in quella fase, e sostiene che fosse naturale cercare un’intesa ancora più stretta con Washington dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca.

«Gli Stati Uniti sono il nostro più importante alleato geopolitico e militare», sottolinea.

Per Meloni, la solidità del legame transatlantico rappresenta dunque una priorità che va oltre le differenze politiche tra le amministrazioni americane. L’obiettivo, nella sua ricostruzione, è tutelare gli interessi italiani attraverso un rapporto diretto con la presidenza statunitense.

La premier rivendica inoltre l’utilità del dialogo con Trump anche per gli altri Paesi europei. Secondo Meloni, la sua vicinanza al presidente americano avrebbe contribuito a mantenere aperto il confronto tra Europa e Stati Uniti nei momenti di maggiore incomprensione.

Tra gli esempi citati figurano la questione della Groenlandia e la sicurezza dell’Artico, temi che, a suo giudizio, devono essere affrontati nel quadro della cooperazione atlantica e della Nato.

Lo sfogo sul deficit: «Una beffa» per i conti pubblici

Nel libro trova spazio anche il disappunto della presidente del Consiglio per il mancato raggiungimento dell’obiettivo relativo al rapporto deficit/Pil. Il dato superiore al 3%, secondo Meloni, ha rappresentato un ostacolo per la programmazione delle risorse da destinare alla prossima legge di Bilancio.

«Non ho nascosto il mio disappunto, perché quel traguardo ci avrebbe consentito di avere qualche risorsa in più da mettere sulla legge di Bilancio», spiega.

La premier attribuisce una parte delle difficoltà alle revisioni statistiche e al modo in cui viene calcolata l’economia sommersa e illegale, che entra nelle stime del prodotto interno lordo.

Nel suo ragionamento, la riduzione stimata di queste attività avrebbe prodotto un effetto inatteso sui parametri complessivi. Meloni parla infatti di una «beffa», sostenendo che il miglioramento nella lotta all’illegalità non avrebbe favorito il raggiungimento dell’obiettivo fiscale nella misura sperata.

La presidente del Consiglio richiama anche le revisioni al rialzo del Pil effettuate dall’Istat negli ultimi anni, ipotizzando che nuovi aggiornamenti possano modificare retrospettivamente il quadro economico.

«Sarebbe una beffa scoprire tra un paio d’anni che in realtà avevamo già centrato l’obiettivo», osserva.

Non manca una stoccata agli organismi che elaborano e valutano i dati economici. «Non vorrei che alcuni apparati dello Stato fossero, per qualche ragione a me incomprensibile, più severi di quanto non lo siano le principali Agenzie finanziarie internazionali», dichiara.

Si tratta delle valutazioni della premier sui dati e sulle procedure di stima. Il rapporto deficit/Pil, tuttavia, dipende da diversi fattori e il suo eventuale aggiornamento deve essere verificato sulla base delle revisioni statistiche ufficiali e delle regole contabili europee.

Il messaggio a Cateno De Luca: «Ci vuole coraggio per fondare un movimento»

Dai conti pubblici alla politica territoriale. Giorgia Meloni è intervenuta in videocollegamento alla convention nazionale L’Italia dei Territori, organizzata da Cateno De Luca, rivolgendo un messaggio di apprezzamento ai partecipanti e riconoscendo il valore dell’impegno politico locale.

«Grazie per aver scelto di mettere la vostra esperienza al servizio di un progetto più grande. So che vuol dire fondare un movimento politico, vi devo riconoscere una bella dose di coraggio, forse anche un pizzico di follia», ha affermato la presidente del Consiglio.

L’intervento arriva dopo l’intesa formale tra Fratelli d’Italia e Sud Chiama Nord in vista delle prossime elezioni politiche. Nel corso della convention è stata annunciata la scelta di De Luca come portavoce unico della nuova compagine denominata Sindaci d’Italia-Sud chiama Nord, con la presentazione del nuovo simbolo che porta il suo nome.

Il messaggio della premier si inserisce quindi in un contesto di rapporti politici e alleanze che guardano al peso delle amministrazioni locali e alla rappresentanza dei territori, soprattutto nel Mezzogiorno.

«Il Sud è cresciuto più del resto d’Italia»: i risultati rivendicati dal governo

Nel suo intervento, Meloni ha dedicato ampio spazio alla situazione economica del Mezzogiorno, rivendicando i risultati ottenuti sul fronte dell’occupazione e degli investimenti.

«Record storico di occupazione al Sud, superando per la prima volta la soglia del 50%. In questi anni il Sud è cresciuto più del resto d’Italia», ha dichiarato.

La presidente del Consiglio ha attribuito questi risultati al dinamismo delle imprese e dei lavoratori, ma anche alle misure adottate dall’esecutivo per sostenere gli investimenti e rafforzare la competitività delle regioni meridionali.

Tra gli strumenti citati figura la Zes unica per il Mezzogiorno, che secondo i dati richiamati dalla premier avrebbe generato un giro d’affari superiore ai 60 miliardi di euro.

Meloni ha inoltre sottolineato la scelta di confermare e potenziare la misura attraverso la legge di Bilancio, portando lo stanziamento a 2,4 miliardi di euro.

L’obiettivo dichiarato è sostenere le attività produttive, incentivare nuovi investimenti e creare condizioni più favorevoli per le imprese che operano nel Sud.

La premier ha richiamato anche altri interventi: il sostegno all’economia blu, misure per rendere più sostenibili gli affitti delle botteghe e la tutela delle produzioni agroalimentari italiane nel contesto europeo.

Sicurezza e lotta alla criminalità, la promessa sul Mezzogiorno

Tra i temi affrontati da Meloni c’è anche quello della sicurezza, considerato un elemento essenziale per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno.

La presidente del Consiglio ha rivendicato il rafforzamento della presenza dello Stato e l’aumento degli organici delle forze dell’ordine, ribadendo la necessità di contrastare la criminalità organizzata.

«Abbiamo rafforzato la presenza dello Stato e aumentato gli organici delle forze dell’ordine», ha affermato.

Il messaggio rivolto alla convention di De Luca punta così a collegare crescita economica, occupazione e sicurezza. Nella visione espressa dalla premier, il rilancio del Mezzogiorno passa non soltanto attraverso gli incentivi alle imprese, ma anche attraverso servizi più efficienti, legalità e condizioni favorevoli per chi vuole investire e lavorare.

Dalla politica estera alla legge di Bilancio, la linea della premier

Le dichiarazioni contenute nel libro di Bruno Vespa e il videomessaggio alla convention di Cateno De Luca delineano le diverse priorità che Giorgia Meloni intende rivendicare sul piano politico.

Sul fronte internazionale, la presidente del Consiglio difende il rapporto con Donald Trump come strumento per tutelare gli interessi nazionali e mantenere aperto il dialogo tra Europa e Stati Uniti. Sul piano economico, esprime invece insoddisfazione per il mancato raggiungimento della soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil, ritenendo che il risultato avrebbe consentito di disporre di maggiori risorse per la manovra.

Infine, sul versante interno, il governo punta a valorizzare i dati relativi all’occupazione e agli investimenti nel Mezzogiorno, con particolare attenzione alla Zes unica, alle attività produttive e alla sicurezza.

Resta da verificare quale sarà l’effettiva portata delle misure annunciate e quanto i risultati rivendicati si tradurranno in benefici duraturi per famiglie, lavoratori e imprese. Nel frattempo, Meloni difende le scelte compiute e rilancia una linea politica che unisce alleanze internazionali, gestione dei conti pubblici e sviluppo del Sud.