“Non è stato abolito!”. Bollo auto: ecco cosa sta succedendo

Per molti automobilisti sembrava finalmente arrivato il momento tanto atteso.

Il bollo auto, da sempre fortemente contrastato, sembrava una  tassa destinata a sparire, per la gioia di tutti.

Eppure, a questo annuncio, ne è conseguito un altro di calibro differente.

È proprio questo particolare ad aver fatto nascere le prime reazioni di protesta e malcontento sui social. 

Sin dalla sua introduzione, il bollo auto ha sempre generato malcontento tra gli automobilisti italiani che, di loro oberati già di pagamenti, dovevano fronteggiare anche questa tassa.

In poche ore, lo scenario sembrava aver apportato un sospiro di sollievo  ma è  bastato poco, pochissimo, a che la gioia iniziale si trasformasse in malcontento.

I social sono strapieni di  reazioni, messe nero su bianco dagli utenti, dopo aver appreso meglio cosa sta succedendo. Non ci resta che scoprirlo qui di seguito.

Il bollo auto non viene cancellato in modo definitivo per tutti. La misura annunciata dal governo prevede infatti un’esenzione limitata al 2027, circoscritta alle autovetture con potenza non superiore a 80 kW, circa 109 cavalli, e ai motocicli. La disposizione dovrebbe riguardare una sola agevolazione per ciascun contribuente e non equivale quindi alla soppressione strutturale della tassa automobilistica. Secondo le informazioni sulla bozza del provvedimento, l’agevolazione interessa complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli. Per chi possiede più automobili che rientrano nei requisiti, il beneficio viene riconosciuto soltanto su una vettura, individuata secondo criteri legati alla potenza. Anche per i motocicli sono previste condizioni specifiche. La copertura indicata ammonta a circa 2,3 miliardi di euro, destinati anche a compensare le Regioni per il minore gettito.

È proprio la durata temporanea a rappresentare uno degli elementi che hanno alimentato il confronto politico. L’intervento riguarda infatti esclusivamente i versamenti con scadenza ordinaria compresa tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Di conseguenza, allo stato delle disposizioni annunciate, dal 2028 il pagamento tornerebbe a essere dovuto secondo le regole ordinarie, salvo eventuali nuovi interventi normativi. La notizia ha così assunto un significato diverso rispetto alla semplice cancellazione della tassa. Da una parte c’è il vantaggio immediato per milioni di proprietari di veicoli interessati; dall’altra resta il carattere circoscritto dell’intervento. Anche l’ACI ha definito l’iniziativa un provvedimento importante, sottolineando però che riguarda vetture di piccola e media potenza e motocicli.  Il nodo, quindi, è soprattutto terminologico e temporale: parlare di “abolizione del bollo” può far pensare alla scomparsa definitiva dell’imposta, mentre le disposizioni illustrate finora descrivono un’esenzione valida per un solo anno e con precisi requisiti. Per gli automobilisti sarà dunque fondamentale verificare potenza del veicolo, titolarità e scadenza del pagamento prima di considerare automaticamente cancellato il tributo