Mentre l’alleanza tra M5S e Pd in Umbria sembra a un passo, gli esponenti pentastellati di quella Regione sembrano sul piede di guerra.

La decisione di Luigi Di Maio di aprire ai dem con un ‘patto civico’ non convince.

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Dalle chat interne dei ‘portavoce’ umbri sarebbe partita, secondo l’Adnkronos, l’idea di dimissioni in massa in segno di protesta contro la candidatura del civico proposto dal Pd, Andrea Fora, sul quale dovrebbe convergere il M5S. “Se avessi in mano 33 lettere di dimissioni potenziali di tutti i portavoce, forse qualche info riuscirei ad ottenerla”, scrive il senatore Stefano Lucidi preoccupato per l’intesa che si sta per stringere. La deputata Tiziana Ciprini, a tal proposito, commenta: “Quindi ci facciamo usare per i loro ca… avanti tutta che dal 27 torniamo allo zero virgola”. Giudizio duro anche quello del deputato Filippo Gallinella, convinto che Fora sia stato scelto da Verini e dalla Sereni per pescare voti tra i cattolici. Intanto il tempo stringe, oggi si terrano le ‘Regionarie’ per scegliere i candidati della lista M5S ma il nome dell’aspirante presidente ancora non c’è.

Di sicuro manca l’entusiasmo per un’alleanza malvista da vari esponenti locali come consigliere comunale di Corciano Mario Ripepi che scrive: “Noi siamo lì a mendicare ‘un nome pulito’ ma se dietro c’è una montagna di merda chi se ne frega! La rivoluzione gentile è diventata una pagliacciata, ci stiamo rendendo ridicoli al mondo”. E la rabbia monta soprattutto per l’impossibilità di avere delucidazioni dai vertici, ossia da Di Maio. Il senatore Lucidi fuga ogni dubbio e conferma quanto scrive una consigliera, ossia: “Noi dobbiamo metterci la faccia senza sapere chi sarà il candidato presidente della coalizione e chi sarà in lista? Sempre se si farà”.

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