(Tgcom24) – Un matrimonio finito male e il ritorno a Milano, dove è nato, dalla Valtellina dove si era trasferito per amore. Nonostante questo Giuliano Brambilla, 66 anni, cerca di vedere il lato positivo: “Vivo nella mia auto da 5 anni e devo dire che si può fare perché tutto sommato ho la fortuna di avere la salute“, dice sorridendo. Una sistemazione di fortuna, tra Milano e Bresso, perché dopo il divorzio ha dovuto lasciare la sua casa alla ex moglie e alle figlie.

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La macchina ha un nome – Un passato da parquettista e da barista, ora Giuliano si arrangia con lavoretti occasionali: fare la spesa o portare a spasso il cane per gli abitanti del quartiere. Tutto il suo mondo è in quell’ammasso di lamiere e gomma a cui col tempo si è affezionato, tanto da dargli un nome: Carolina. “È tutto quello che ho, l’idea di rottamarla mi dispiace perché mi ci sono affezionato”, dice commuovendosi. Qui ha i suoi vestiti e un letto improvvisato, sui sedili posteriori.

Il gesto di una bambina – Un aiuto fondamentale viene dai “vicini”. Non solo gli affidano piccole mansioni che permettono a Giuliano di sopravvivere, ma compiono anche gesti di generosità: “Elisa, la figlia di 11 anni di un poliziotto che vive qui vicino, mi ha dato la sua paghetta. Non li spenderò mai perché questi soldi mi hanno portato una grande fortuna”. Gesti che scaldano il cuore e aiutano a superare le giornate più dure: “Questo non è ancora il vero freddo e poi ho delle coperte”.

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