Meteo, arriva La Nina: ecco quali ripercussioni ci saranno

Come sappiamo effettuare delle previsioni precise per quanto riguarda il meteo può essere a volte molto difficili. Questo in quanto i cambiamenti climatici che stiamo sperimentando a livello globale sono sempre più marcati.
Questi provocano conseguenze molto importanti sul clima a livello mondiale. Sappiamo benissimo che le stagioni al giorno d’oggi non sono più quelle di una volta e che purtroppo il riscaldamento globale ci sta portando a fare i conti sempre più spesso con eventi davvero estremi anche a livello di caldo.
Stiamo sperimentando tutti questa estate ad esempio le temperature record a cui il nostro Paese è sottoposto. Basti pensare che solo un decennio addietro si avevano delle estati nettamente più fresche con valori che oscillavano attorno ai 27-28 gradi di massima mentre adesso sono molti i giorni in cui si superano i 30 gradi con punte anche di 40.
Le ultime due estati hanno delineato nettamente l’aumento delle temperatura a livello globale così come anche gli ultimi inverni nel nostro Paese non sono stati particolarmente freddi e la neve ad esempio è caduto in maniera molto minore in montagna mentre persistono condizioni di siccità al meridione.
E sicuramente il cambiamento climatico deve spingere immediatamente i governi a trovare delle soluzioni in quanto le conseguenze come sappiamo possono essere molto importanti.
Secondo quanto prevedono i modelli matematici del North American Multi-Model Ensemble (NMME) entro la fine del 2025 potrebbe innescarsi il fenomeni opposto al El Nino, ovvero La Nina. Si tratta rispettivamente del riscaldamento (Nino) e del raffreddamento (Nina) delle acque dell’oceano Pacifico. Queste ultime ad oggi risultato particolarmente calde.
L’arrivo de La Nina solitamente influenza il clima a livello mondiale in particolare sul Sud-Est asiatico e in Oceania ma anche negli Stati Uniti d’America e seppur in maniera minore anche in Europa. L’arrivo di La Nina porta solitamente temperature più fresche in quanto innesca la circolazione di masse d’aria umide.
Questo genera potenti tifoni nel Sud-Est asiatico e anche in parte dell’Oceania, provocando ad esempio una estate molto fresca in nazioni come l’Australia (quando nell’emisfero settentrionale è estate è inverno in quello meridionale e viceversa). Visto che le acque del Pacifico dovrebbero rimanere comunque al di sopra dei valori termici anche durante l’estate australe c’è la possibilità che La Nina non abbia le solite conseguenze anzi i suoi effetti potrebbero essere mitigati e questo comporterebbe una estate australe condita da fenomeni estremi ma comunque calda e in Europa un inverno insolito molto meno freddo del normale.
Nel nostro Paese le conseguenze apportate dalla Nina potrebbero essere diverse. Il quadro di riferimento è quello in Europa. Nel nostro Paese l’arrivo de La Nina tra fine 2025 e inizio 2026 potrebbe portare ad inverno non molto freddo ma comunque condito da abbondanti precipitazioni questo sempre a causa delle acque degli oceani, Mediterraneo incluso, che sono sempre molto più calde.
Vedremo insomma che cosa accadrà ma la possibilità anche con La Nina di avere un inverno mite non è poi così remota.


