L’esercitazione nucleare Nato arriva nei cieli italiani: Bonelli interroga Crosetto, “perché non ci avete avvisati?”

Dal 13 al 20 ottobre 2026 i cieli italiani saranno interessati da Steadfast Noon, l’esercitazione annuale della Nato dedicata all’addestramento delle forze coinvolte nelle procedure legate alla deterrenza nucleare. Un’attività programmata che, come ribadito dall’Alleanza nelle precedenti edizioni, non prevede l’impiego di ordigni nucleari reali.

Quest’anno, tuttavia, l’esercitazione è finita al centro di una polemica politica. A sollevare il caso è stato Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha annunciato un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto.

Al centro della contestazione c’è soprattutto la presunta scarsa comunicazione istituzionale sulle attività previste in Italia.

Le informazioni contenute nel documento ENAV

I dettagli sull’esercitazione sono emersi dal supplemento AIRAC S56/26 dell’AIP Italia, documento tecnico destinato alla navigazione aerea e pubblicato da ENAV il 20 agosto.

L’avviso segnala un’attività militare multinazionale programmata tra il 13 e il 20 ottobre, con operazioni aeree e navali che interesseranno anche il Mar Tirreno.

Secondo la ricostruzione effettuata sulla base del documento, le giornate caratterizzate dalla maggiore intensità operativa sarebbero il 13, 14, 16 e 20 ottobre. Sono previste aree interessate da attività di volo militare, esercitazioni di tiro e dall’impiego di aeromobili a pilotaggio remoto.

Il documento tecnico non chiarisce però quali droni verranno utilizzati né quale sarà nel dettaglio il loro ruolo durante le operazioni.

Le basi militari coinvolte

Le attività interesseranno una parte significativa dello spazio aereo italiano. Secondo quanto riportato da Bonelli, i velivoli diretti verso le aree di esercitazione sul Tirreno partiranno dalle basi di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani.

I corridoi di volo indicati attraverseranno diverse aree della penisola, interessando anche il Friuli, la pianura lombarda e l’Appennino tosco-emiliano, oltre a Puglia e Sicilia occidentale.

Particolare attenzione è stata rivolta alla Sardegna, dove alcune delle aree indicate nei documenti riguardano l’entroterra e la costa orientale dell’isola, compresa la zona del poligono di Salto di Quirra.

È proprio sul coinvolgimento della Sardegna che Bonelli ha concentrato una parte delle proprie critiche, tornando a parlare della presenza di vaste aree destinate alle attività militari sull’isola.

Bonelli: «Perché il Parlamento non è stato informato?»

La questione politica sollevata da AVS riguarda soprattutto le modalità con cui le istituzioni sarebbero state informate dell’esercitazione.

«Non lo abbiamo saputo dal governo. Lo abbiamo ricostruito da un documento tecnico destinato ai piloti», ha sostenuto Bonelli, annunciando l’interrogazione parlamentare.

Il deputato vuole quindi sapere dal ministro Crosetto perché il Parlamento non sia stato preventivamente informato delle attività e quali operazioni siano effettivamente previste sul territorio italiano.

Tra le questioni che dovrebbero essere sottoposte al governo figurano anche l’impiego dei droni, i sistemi utilizzati, le misure previste per garantire la sicurezza del traffico aereo civile e l’eventuale impatto ambientale e acustico delle attività.

Che cos’è Steadfast Noon

Steadfast Noon è un’esercitazione che la Nato organizza periodicamente per verificare procedure, capacità operative e coordinamento delle forze coinvolte nella propria politica di deterrenza nucleare.

Non vengono utilizzate armi nucleari reali. Alle esercitazioni partecipano velivoli con capacità nucleare insieme ad altri aerei convenzionali impegnati in attività di supporto, come rifornimento in volo, sorveglianza, comando e controllo.

L’Alleanza ha più volte sottolineato come Steadfast Noon rappresenti un’attività addestrativa programmata e non collegata a una specifica crisi internazionale.

Nel 2025, secondo i dati diffusi dalla Nato, all’esercitazione presero parte circa 70 velivoli appartenenti a 14 Paesi alleati, con circa 2.000 persone coinvolte. Anche in quell’occasione non furono impiegati ordigni nucleari reali.

Il precedente italiano

L’Italia aveva già ospitato attività legate a Steadfast Noon nel 2023, quando l’esercitazione aveva coinvolto anche la Croazia e l’area del Mediterraneo.

Anche allora la Nato aveva presentato l’attività come un appuntamento annuale programmato con largo anticipo, ribadendo che non si trattava di una risposta agli eventi internazionali del momento.

La natura periodica dell’esercitazione, dunque, non rappresenta una novità. A riaccendere il dibattito quest’anno sono soprattutto l’estensione delle attività previste nello spazio aereo italiano e la richiesta di maggiore trasparenza avanzata da AVS.

La posizione di AVS sulle armi nucleari

La polemica di Bonelli non si limita alla gestione dell’esercitazione.

Il deputato ha infatti rilanciato la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra favorevole all’adesione dell’Italia al Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari e al ritiro delle eventuali testate nucleari presenti sul territorio nazionale.

Si tratta di una posizione politica che si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’Italia nella strategia di deterrenza della Nato e sulla presenza di infrastrutture e attività militari sul territorio nazionale.

Attesa per le risposte del governo

Al momento, dunque, Steadfast Noon 2026 resta un’esercitazione programmata nell’ambito delle attività annuali della Nato e non prevede l’impiego di armi nucleari reali.

La polemica italiana riguarda invece soprattutto la comunicazione istituzionale e le modalità con cui verranno svolte le attività nei cieli e nelle aree marittime interessate.

L’interrogazione annunciata da Bonelli potrebbe ora portare il ministero della Difesa a fornire maggiori informazioni sulle operazioni, sulle basi coinvolte, sull’impiego degli aeromobili a pilotaggio remoto e sulle misure adottate per garantire la sicurezza del traffico civile.

Il tema della deterrenza nucleare torna così al centro del dibattito italiano, mentre l’esercitazione si prepara a coinvolgere ancora una volta una parte significativa dello spazio aereo e delle aree militari del Paese.